Fusione tra Comuni, si decide: in consiglio l’idea di un ente unico Dibattito in aula fino a sera sulla proposta di unione con Pineto e Silvi lanciata da Buccione (M5S): «Le identità territoriali saranno tutelate tramite le municipalità e i loro rappresentanti eletti»

SILVI . Entra nel vivo il progetto che mira alla fusione dei Comuni di Atri, Silvi e Pineto. Se ne è discusso ieri sino a tarda serata durante il consiglio comunale che ha preso in esame l’ordine del...
SILVI . Entra nel vivo il progetto che mira alla fusione dei Comuni di Atri, Silvi e Pineto. Se ne è discusso ieri sino a tarda serata durante il consiglio comunale che ha preso in esame l’ordine del giorno presentato dal consigliere del Movimento 5 Stelle Franco Buccione. L’unione tra i territori confinanti è finalizzata a creare un nuovo ente con una propria denominazione, un statuto e organizzazione che subentri nella titolarità di beni e rapporti giuridici dei partecipanti.
Buccione evidenzia come l'aspetto identitario di Atri sarà salvaguardato grazie all’introduzione, secondo la legge, dell’istituto della municipalità e pertanto resteranno riferimenti locali in quanto i municipi potranno eleggere un proprio presidente e un proprio consiglio che dovranno essere necessariamente interpellati in sede di predisposizione del bilancio comunale e in tutte le decisioni che riguardano la municipalità (investimenti, servizi e spese). La proposta della fusione era stata lanciata da Massimo Spezialetti, coordinatore del gruppo “Incontri a distanza” nato ad Atri e poi allargatosi a Pineto e Silvi. «Sono favorevole alla fusione», dichiara a margine del consiglio il sindaco Piergiorgio Ferretti, «sono anni che ne parliamo e anche al comitato a suo tempo ho dato il mio assenso». Sulla proposta di accorpamento si sono espressi ormai da tempo anche i primi cittadini di Pineto Robert Verrocchio e Silvi Andrea Scordella i quali hanno tenuto a precisare di voler creare un’unione basata in particolare sulla condivisione dei servizi turistici e degli uffici al fine di intercettare opportunità e finanziamenti per il territorio. Secondo i sostenitori della fusione totale sono tanti i vantaggi per le comunità.
Tra questi spiccano: l’offerta di servizi qualitativamente superiore, ma anche una loro distribuzione omogenea su tutto il territorio, sfruttamento delle economie di scala nei costi e nei tempi, con conseguenti maggiori risorse da dedicare per i servizi ai cittadini e alle imprese, poi ancora l’esenzione temporanea dal patto di stabilità, maggiori incentivi statali e regionali, creazione di un servizio di trasporto pubblico intercomunale e sviluppo di politiche di marketing». Dopo un’attenta fase di confronto che dovrà aprirsi tra la città di Atri e quelle limitrofe, i prossimi passaggi prevedono iniziative informative dirette a coinvolgere la collettività che potranno culminare in un referendum consultivo.
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