“Futuro in”: «La stasi amministrativa danneggia la città»

17 Novembre 2017

TERAMO. «Non ce l'abbiamo con lui, ci mancherebbe, ma il sindaco deve prendere atto che in consiglio non c'è più una maggioranza». Ad alimentare il confronto a distanza tra "Futuro in" e il primo...

TERAMO. «Non ce l'abbiamo con lui, ci mancherebbe, ma il sindaco deve prendere atto che in consiglio non c'è più una maggioranza». Ad alimentare il confronto a distanza tra "Futuro in" e il primo cittadino Maurizio Brucchi è il vice capogruppo in Comune Maurizio Salvi. Il rappresentante della lista civica che fa capo a Paolo Gatti rivendica la lealtà mantenuta per tre anni nei confronti dell'amministrazione. «Siamo il gruppo di maggioranza relativa e abbiamo sempre votato tutti i provvedimenti», osserva, «ma nel consiglio del 2 novembre si è avuta la certificazione, per la quale a dire il vero non sarebbe stato neppure necessario aspettare fino a quel momento, che la maggioranza non esisteva più già dall'ultimo rimpasto di giunta».
Alla prima delle due sedute sul bilancio andate a vuoto per mancanza del numero legale, infatti, non si sono presentati i dissidenti Alfredo Caccioni e Vincenzo Falasca, fuoriusciti proprio da "Futuro in", e Domenico Sbraccia. «Non si è presentato in aula, con un atteggiamento del tutto irriguardoso, anche l'assessore Roberto Canzio», fa rilevare il vice capogruppo della lista civica, «in pratica gli assenti sono stati gli stessi che dopo il rimpasto si sono dichiarati fuori dalla maggioranza». Salvi ricorda che con la riassegnazione delle deleghe il sindaco di fatto escluse dalla giunta il gattiano Silvio Antonini e promosse sul campo come suo vice Alfonso Di Sabatino Martina, mossa quest'ultima aspramente contestata dai dissidenti. Il consiglio andato a vuoto il 2 novembre, insomma, per "Futuro in" è stato la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso.
«Del programma di fine consiliatura non è stato realizzato nulla», sottolinea Salvini, «la retrocessione delle aree da edificabili ad agricole, molto attesa dai cittadini, doveva essere completata per fine anno ma non se n'è fatto niente; l'urban center doveva partire in 45 giorni ma anche questo è rimasto sulla carta e lo stesso discorso vale per il piano urbano del traffico». L'amministrazione, insomma, è arrivata al collasso e ad ulteriore dimostrazione della sua impossibilità a operare il vice capogruppo di "Futuro in" cita un altro provvedimento rimasto lettera morta. «Non abbiamo il piano della mobilità sostenibile», afferma, «e questo rischia di farci perdere i quattro milioni e mezzo di fondi regionali per il recupero del mercato coperto». Salvi fa riferimento a «fonti molto attendibili in Regione» secondo le quali la documentazione inviata dal Comune per ottenere il finanziamento non sarebbe sufficiente.
«La città ha bisogno di un governo efficace e di una maggioranza stabile», precisa il consigliere gattiano, «se queste cose non ci sono, il sindaco deve trarne le conseguenze». "Futuro in", in sostanza, ritiene di aver preso coscienza dell'irreversibilità della situazione e per questo ha invitato Brucchi a dimettersi. «Non ce l'abbiamo affatto con lui», osserva, «ma se sei consiglieri evidenziano questo stato di cose e tre assessori si dimettono, dimezzando la giunta, rappresentano comunque un segnale importante». La conclusione a cui giunge Salvi è conseguenziale: «Tenere le posizioni è inutile, la gestione ordinaria può farla anche il commissario».(g.d.m.)
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