Giulianova, riapre la Diba Metalli dopo l’inchiesta sul caso rifiuti

Il socio di maggioranza Di Battista è ai domiciliari nell’ambito dell’ indagine della Procura di Chieti Lo stabilimento che occupa 34 dipendenti torna in attività dopo il dissequestro arrivato dal tribunale
GIULIANOVA. Riapre la Diba Metalli, l’azienda di Giulianova che occupa 34 dipendenti e il cui socio di maggioranza Claudio Di Battista nei mesi scorsi è stato coinvolto in una maxi inchiesta della Procura di Chieti con nove arrestati su un presunto traffico illecito di rifiuti e presunte emissioni di fatture per operazioni inesistenti. L’uomo è ancora agli arresti domiciliari dopo che il Riesame ha respinto il ricorso della difesa, ma nei giorni scorsi il tribunale, in accoglimento delle istanze presentate dai difensori (gli avvocati Gennaro Lettieri e Renzo Di Sabatino), ha dissequestrato l’attività produttiva. «Può così ripartire l’attività aziendale sotto il diretto controllo del custode giudiziario Paolo Grilli nominato dal tribunale che avrà il compito di occuparsi del riavvio dell’opificio tenuto conto che per oltre due mesi la Diba non ha potuto portare a termine alcuno degli importanti contratti in corso di realizzazione», si legge in una nota, «si andrà dunque ad una gestione controllata dal tribunale che avrà il compito di riportare a pieno regime la produzione». Sempre nella nota si sottolinea come «l’accoglimento delle istanze difensive è stato reso possibile dalla contemporanea presenza di alcuni profili tra cui il buon riscontro aziendale con clienti e fornitori che fa della Diba una presenza economicamente sana. Dello stesso segno può dirsi la piena disponibilità a collaborare offerta subito dall’organo amministrativo (assolutamente estraneo ai fatti) che ha permesso un rapidissimo riscontro da parte degli organi giudiziari preposti fino a portare alla decisione del tribunale verso la riapertura».
Nella documentazione presentata al gip Luca De Ninis (che ha accolto l’istanza di dissequestro) i legali hanno puntato anche sull’applicazione del modello organizzativo previsto dal decreto legislativo 231 sulla responsabilità amministrativa delle imprese applicato nella società. Ovvero, stabilisce la normativa, per essere esonerata dalla responsabilità amministrativa la società deve dimostrare di aver adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del reato, un modello di organizzazione, gestione e controllo idonei a prevenire reati della specie di quelli ipotizzati.(d.p.)
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