Gli agricoltori del Borsacchio: «Va rivista la perimetrazione»

ROSETO. Rivedere la riperimetrazione della riserva del Borsacchio, portandola dai 1.100 ettari attuali a 400, e ridurre le penalizzazioni all’agricoltura su tutto il territorio compreso nella riserva....
ROSETO. Rivedere la riperimetrazione della riserva del Borsacchio, portandola dai 1.100 ettari attuali a 400, e ridurre le penalizzazioni all’agricoltura su tutto il territorio compreso nella riserva. Sono le richieste dell’associazione “Agricoltori, residenti e proprietari Roseto Borsacchio” alla Regione Abruzzo, dopo aver sensibilizzato i vari politici e i candidati a sindaco di Roseto.
L’associazione è nata due mesi fa, e il consiglio direttivo è composto da Pierpaolo Mori, agricoltore, e Nino Tulli, imprenditore nei servizi all'agricoltura e in particolare nei cereali. «In questi primi mesi l'associazione ha presentato delle Osservazioni in Regione per ridurre i vincoli esagerati della riserva sul territorio e la popolazione”, si legge nella nota dell’associazione, «Inoltre abbiamo chiesto alla Regione la riperimetrazione, lasciando come riserva solo il territorio che realmente merita i forti vincoli, escludendo le normali colline teramane e la strada statale Adriatica, dove è incomprensibile che ci sia una riserva naturale. Abbiamo chiesto di tenere come riserva tutto ciò che merita la tutela, senza penalizzare però ingiustamente la popolazione». L’associazione, inoltre, fa una piccola analisi sulle recenti elezioni rosetane, in particolare sul risultato elettorale degli ambientalisti. «A Roseto c’è stato un test interessante per capire come viene vissuta dalla popolazione la Riserva Borsacchio. Nella sezione elettorale 20, Cologna paese, dove risiede la maggior parte della popolazione che ricade nel territorio della Riserva», continua la nota, «i Verdi, che sono visti come i grandi difensori dell’attuale assetto territoriale della Riserva, hanno avuto solo 3 voti su 1.061 iscritti al voto, un record negativo. Nelle sezioni del centro città hanno avuto una percentuale solo del 2-3 per cento degli iscritti al voto. Si presentava con i Verdi la persona che più di tutti in questi ultimi anni si è adoperato per la riserva, Marco Borgatti. È stato un referendum negativo, solo 3 voti contro 1.058. Questo risultato così eclatante contro la riserva deve imporre una riflessione: è facile per chi abita in centro città dire che ci deve essere la riserva, è facile fare l’ambientalista con la vita degli altri. Però una politica seria, buona e giusta deve trovare un compromesso. Non si può fare la riserva massacrando la popolazione».(l.v.)
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