Gli avvocati: in tribunale più magistrati e personale

5 Febbraio 2022

Mobilitazione di Camera Penale e Consiglio dell’ordine, che minaccia l’astensione Appello a politica e istituzioni: «Facciano sentire il loro peso in questa battaglia» 

TERAMO. È un fronte unitario e compatto quello che gli avvocati teramani schierano nella battaglia per avere un tribunale con più giudici e più personale. Dopo la mobilitazione del Consiglio dell’ ordine che ha proclamato lo stato di agitazione e minaccia il ricorso all’astensione delle udienze, la Camera penale “Giuseppe Lettieri” mette in campo la protesta come, si legge in una nota, «argine da una deriva dequalificante, da una inerzia politico burocratica e dai poteri, senza efficacia, che calpestano, con la loro inconcludenza, i più elementari diritti di ogni cittadino».
Il riferimento è ai processi lenti, ai tantissimi procedimenti rinviati per assenza di giudici. «L’Avvocatura teramana», prosegue la nota della Camera penale presieduta da Gennaro Lettieri, «sta vivendo un momento di forte disagio ed imponente difficoltà della sua quotidianità lavorativa. Oppressa da una incerta gestione dell’apparato pubblico di riferimento, sfiancata dall’incalzante languore pandemico, è costretta a ricorrere alla protesta aderendo pienamente a quella già proclamata dall’Ordine degli avvocati. Le carenze strutturali del tribunale di Teramo, da tempo drammaticamente note, vengono consegnate di fatto alla incapacità gestionale di un “lontano” interlocutore amministrativo».
Ed è con un appello, che nasconde anche una velata polemica nei confronti degli interlocutori per non aver seguito da subito la battaglia, quello rivolto alla classe politica e istituzionale. «Domandiamo ai parlamentari locali e ai rappresentanti degli organi territoriali di far sentire il loro peso», scrivono a questo proposito i rappresentanti della Camera penale, «di dare un segno di solidarietà ai magistrati e alla classe forense teramani per poter far breccia sulla “livella burocratica” che ha impedito finora ed impedisce di cogliere l’eccezionalità (in malam partem) della situazione degli uffici del nostro tribunale. Occorrono subito adeguate e pronte soluzioni per un ripristino della fisiologia degli organici del personale amministrativo e dei magistrati». E ancora: «Senza provvidenze finanziarie, la destinazione di risorse umane e la ricostituzione degli organici dei giudici, mediante una loro implementazione nei ruoli, che deva anche garantire la costituzione di una sezione penale presso il circondario, la gestione del contenzioso rischia di divenire asfittica se non svalutata. Occorre subito che si avvii una ristrutturazione dei locali del tribunale, non ultimo mediante l’installazione di sistemi di rigenerazione dell’aria». E poi le parole riservate al ministro della giustizia Marta Cartabia che in una recente relazione sullo stato dei tribunali fatta in Senato proprio per parlare di tempi lunghi dei procedimenti ha citato il caso di un processo in corso a Teramo per un infortunio mortale sul lavoro: «Il continuo prodigarsi di magistrati e avvocati che in questi anni di pandemia hanno assicurato la continuità dell’amministrazione della giustizia non può essere sminuito dalla vetrina di un ministro».
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