Gli onori degli alpini a Di Franco l’ultimo reduce del fronte russo

10 Marzo 2019

ISOLA DEL GRAN SASSO. È cominciata ieri mattina la due giorni dedicata alla memoria degli alpini abruzzesi caduti in Russia, che vedrà oggi sfilare verso il santuario gruppi alpini provenienti da...

ISOLA DEL GRAN SASSO. È cominciata ieri mattina la due giorni dedicata alla memoria degli alpini abruzzesi caduti in Russia, che vedrà oggi sfilare verso il santuario gruppi alpini provenienti da tutta Italia. Ieri in prima fila, commosso per l’alzabandiera davanti al monumento agli alpini caduti, c’era Valentino Di Franco, reduce da quel fronte russo in cui il battaglione L’Aquila si sacrificò per coprire la ritirata degli altri reparti. Nonostante le protesi alle gambe, perse proprio in guerra, e nonostante i suoi 96 anni, Valentino ancora una volta ha voluto ricordare i suoi compagni che morirono «sotto quelle bombe che io sento ancora».
Valentino, che ha ammutolito venerdì con il suo racconto una platea di oltre cento studenti all’istituto tecnico Moretti di Roseto, è stato il protagonista del pomeriggio di ieri dedicato alla storia, al quale ha preso parte fra gli altri il colonnello del 9° reggimento alpini Pietro Piccirilli. Piccirilli ha ringraziato Valentino, «ultimo degli ultimi, il cui sorriso rende queste due giornate ancora più belle». Anche Sebastiano Favero, presidente dell’Associazione nazionale alpini (Ana), che nel suo discorso ha ricordato la nascita dell’Ana cento anni fa a Milano grazie all’intuizione di alcuni reduci della Grande guerra che volevano tramandare la memoria dei compagni, ha parlato di «un testimone importante della storia, Valentino Di Franco» e sottolineato che «ieri come oggi, gli alpini sono pronti a dare se stessi, gratuitamente, come abbiamo visto in tante calamità».
Nel corso di “Incontri con la storia” è stata ricordata dal nipote docente universitario, che porta lo stesso nome, la figura del tenente di Chieti Enrico Rebeggiani, medaglia d’oro al valor militare, morto a 26 anni in quel tragico dicembre del 1942. Eroe sul fronte greco-albanese, Rebeggiani nonostante ferito a un braccio rifiutò il congedo e partì con il suo plotone per la Russia. «Voleva stare con i suoi arditi sciatori e morì con loro», ha detto il nipote, «facendo solo il proprio dovere». Giulio Ciarelli, capogruppo degli alpini di Isola, ha ricordato la figura di Ercole Nori, scomparso lo scorso anno, che a soli vent’anni era a combattere sul Don. Ercole, durante la ritirata, riuscì a salvarsi aggrappandosi di nascosto ai vagoni di un treno tedesco. Erano presenti il figlio Giovanni con Ileana e i nipoti Paolo e Francesca, visibilmente commossi.
Catia Di Luigi
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