Gli ucraini continuano la protesta Trasferimento rinviato di 24 ore

10 Novembre 2022

In centinaia si riuniscono in assemblea sul lungomare: non vogliono andarsene dagli hotel della zona Mandata una delegazione a vedere i nuovi alloggi nel Casertano, in 30 dovranno partire domani

ALBA ADRIATICA. Non se ne vogliono andare da Alba Adriatica, dove si sono rifugiati dalle bombe sei mesi fa e dove si sono lentamente e faticosamente integrati. Hanno ottenuto 24 ore di tempo in più per fare i bagagli: il trasferimento di un nutrito gruppo di 30 profughi ucraini avverrà domani anziché oggi.
Questo dopo che centinaia di loro, ospiti di diverse strutture turistiche di Alba, ma anche di località vicine, a partire da Tortoreto, ieri mattina hanno dato vita a un’assemblea sul lungomare Marconi per confrontarsi e unirsi nella protesta (e nelle lacrime). Molti altri non c’erano, già trasferiti nei giorni scorsi in altre zone dell’Italia, soprattutto tra Molise e Umbria.
Prima dell’assemblea, ieri mattina gli ucraini hanno raccolto i fondi e hanno inviato una delegazione a “ispezionare” gli alloggi di San Nicola la Strada, Comune di 22mila abitanti nella provincia di Caserta, dove almeno una trentina di loro sono stati destinati dalla Protezione civile.
Non possono più restare negli alberghi della costa vibratiana che finora li hanno assistiti – e la stessa cosa vale per tutti gli ucraini in tutte le strutture turistiche abruzzesi – perché è scaduta la convenzione con la Regione. O firmano l’autorizzazione a essere trasferiti, fanno i bagagli e si fanno accompagnare nelle nuove destinazioni, oppure restano letteralmente in mezzo alla strada.
La delegazione che ha visitato gli alloggi della struttura del Casertano, poi in serata è tornata ad Alba Adriatica portando notizie tutto sommato positive sulle condizioni degli alloggi. Quindi una nuova assemblea con i profughi per decidere il da farsi. Alle 21.30 i trenta – ospiti di un albergo della costa nord albense – ancora non avevano deciso se firmare oppure no l’autorizzazione al trasferimento.
Le autorità, per non inasprire la situazione – dopo la protesta di martedì con tanto di intervento dei carabinieri e dopo l’assemblea di ieri mattina – hanno deciso di dare loro altre 24 ore di tempo per decidere.
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