Golden Lady, sono salvi i reparti di tessitura e cucitura

21 Marzo 2015

BASCIANO. Incontro sul futuro della Golden Lady di Basciano. I sindacati hanno avuto una riunione con Federico Destro, direttore del personale del gruppo, per capire i termini dell’avvio della nuova...

BASCIANO. Incontro sul futuro della Golden Lady di Basciano. I sindacati hanno avuto una riunione con Federico Destro, direttore del personale del gruppo, per capire i termini dell’avvio della nuova produzione di calze senza cucitura nello stabilimento di Basciano.

Dall’incontro è emerso che dell’80ina di macchine che dovranno essere inviate a Firenze per essere modificate per la nuova produzione, qualcuna è già tornata, mentre adesso ne stanno ristrutturando una ventina. Le 77 macchine per la “spiralatura” attualmente ferme (una trentina sono state stoccate a Basciano ma vengono dall’Omsa di Faenza), invece, andranno in Serbia. «Il parco macchine che resta è in grado, qualora ci siano le commesse, di saturare tutta l'occupazione dei 334 dipendenti», illustra Giovanni Timoteo, segretario della Filctem Cgil, «Noi abbiamo chiesto rassicurazioni sul fatto che le macchine che vanno via, costituiscono un esubero rispetto all'organico».

Un’altra buona notizia è che l'azienda ritiene che anche i reparti di tessitura e cucitura (che avrebbero dovuto chiudere a maggio) non dovranno essere smantellati. Rimangono in attesa che si chiarisca il nuovo assetto industriale, ma con attività ridotta: per questo si rifarà un contratto di solidarietà.

Attualmente contratto solidarietà, che scadrà il 26 maggio, è impostato su 60% di riduzione, nei fatti ci si ferma al 50% di riduzione. Attualmente l'azienda ha annunciato che ci sarebbe necessità di un 30% di riduzione.

Una nuova riunione fra le parti si terrà il 16 aprile. Nel prossimo incontro ci sarà una definizione degli assetti produttivi e della solidarietà.

«Mantenendo i piedi per terra, abbiamo la sensazione», dichiara Serafino Masci della Femca Cisl, che segue la vertenza con Timoteo e con Emilio Angelini della Uil, «che comunque si inizia a inviduare un cambio di tendenza. Chiaramente dovrà essere confermato dai dati che nel corso dell'anno misureranno il successo delle nuove produzioni e dalla ripresa generale, che in questo settore stenta ad essere visibile».

«Il mercato della calza continua a registrare una flessione generalizzata», aggiunge Timoteo, «ma su quella senza cucitura l’azienda si è impegnata sul piano commerciale e pubblicitario e dice che ha riscontri». ©RIPRODUZIONE RISERVATA