Guarisce dopo 85 giorni in casa «Trattato come untore sui social»

Il racconto dell’informatore scientifico di Torricella accusato falsamente di aver violato la quarantena «Ma c’è stata anche tanta solidarietà, ogni giorno trovavo pasticcini e cornetti davanti al portone»
TORRICELLA. C’è un prima e un dopo nella vita di chi ce l’ha fatta. È la consapevolezza, composta e disciplinata, che nulla sarà come prima. Lo sa bene Marco Di Valentino, 46enne informatore scientifico dentale, guarito dal Covid dopo 85 giorni chiuso in casa. Tre mesi in cui ha toccato con mano la solidarietà di chi gli ha lasciato pasticcini sull’uscio e di chi, sui social, l’ha bollato come untore. «Ma non accuso nessuno» ti dice dalla casa di Torricella tra il vociare dei suoi bambini e la vita che lentamente si riaffaccia alla normalità, «purtroppo in quei giorni di marzo la paura e il panico hanno preso il sopravvento su tutto» .
Di Valentino è uno dei tanti che al rientro da una località del nord, in particolare da un convegno di lavoro a Cortina, si è ritrovato con febbre e tosse. « Era la sera del 10 marzo», continua, « il periodo più brutto di questa pandemia e io ho cominciato a stare male. Il medico di base mi ha subito fatto fare il tampone e il risultato è stato positivo. Il primo pensiero è stato per la famiglia, mia moglie e i due bambini. Fortunatamente vivo in una casa molto grande che ci ha permesso di stare isolati per tutto il tempo e quindi di non avere nessun contatto. Le mie condizioni di salute sono sempre state buone e per questo sono stato assistito a domicilio dalla Asl con personale sempre disponibile e attento». Quando il tampone gli ha dato la certezza di essere positivo Di Valentino non ha pensato solo ai familiari. Muovendosi molto per lavoro ha pensato di usare i social per allertare chi, nei giorni precedenti, poteva essere entrato in contatto con lui. E così ha scritto su Facebook che aveva il Covid. La prima conseguenza è stata quella di essere finito in un messaggio vocale WhatsApp in cui una donna lo accusava di aver violato la quarantena per andare a fare la spesa in un supermercato di Montorio. Panico, a tal punto da far intervenire anche i carabinieri. Che dopo aver accertato come l’uomo non si fosse mai mosso dalla casa di Torricela hanno fatto scattare denunce per procurato allarme. «Una situazione assurda», ricorda oggi, «che ha avuto dell’incredibile. Non voglio accusare nessuno, forse hanno scambiato qualcun altro per me. Il panico in quei giorni era davvero tanto».
E ancora: a quel post pubblicato per avvisare chi potesse essere entrato in contatto con lui in tanti hanno risposto dandogli dell’untore e accusandolo di essere andato in località a rischio. «Ma io mi sono spostato per lavoro e quando il lockdown non c’era», dice, «non ho violato nessuna legge. E proprio perché ho voluto mettere in guardia le persone con cui sono stato in contatto l’ho scritto su Facebook. I messaggi negativi sono stati così tanti che alla fine quel post ho dovuto rimuoverlo». Ma la solidarietà non è mancata. «È stata la migliore terapia», conclude, «ogni mattina fuori dalla porta trovavo pasticcini e cornetti. Fortunatamente è finita bene. Anche per il lavoro visto che da casa ho continuato a farlo inviando dispositivi di sicurezza a dentisti di tutta Italia».
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