I baby vandali del parco Franchi incastrati dalle telecamere

2 Settembre 2020

Il sindaco Costantini pubblica su Facebook le immagini catturate dall’impianto di videosorveglianza «Il caso è nelle mani della polizia municipale, potrebbero rischiare anche un Daspo urbano»

GIULIANOVA. Scoperti i vandali del parco Franchi che ora rischiano un Daspo urbano. A meno di 24 ore dall’accaduto il sindaco Jwan Costantini ha pubblicato sul suo profilo Facebook alcuni fotogrammi in cui sono stati immortalati i presunti autori dei danneggiamenti: si tratta di giovanissimi. È stato possibile risalire a loro grazie alle sequenze immortalate dalle telecamere di videosorveglianza ad alta risoluzione installate a presidio di quella zona. Lo stesso sindaco dice: «In città sono operative circa 100 videocamere di sorveglianza che aiutano le forze di polizia a monitorare costantemente i punti più sensibili del territorio scoraggiando le intenzioni di chi a tutti i costi cerca di arrecare danni ai luoghi e cose pubbliche».
In merito all’ennesimo episodio di vandalismo consumato al parco Franchi Costantini non ha dubbi: «Le tante immagini estrapolate dalle videoriprese, compreso l’intero filmato, sono nelle mani della polizia municipale che procederà ora all’identificazione dei singoli. Qualora non si dovesse riuscire a risalire all’individuazione degli stessi, allora tutto il materiale passerà nelle mani delle altre forze di polizia al fine di procedere in tal senso. Devo dire con grande rammarico che dedichiamo gran parte del nostro tempo a cercare di migliorare la città, mentre al contrario c’è chi si diverte a distruggerla. Grazie sempre alle nostre telecamere abbiamo anche registrato il volto di chi ha rovesciato il grosso vaso nel sottopasso di via Nazario Sauro rubando anche i fiori messi a dimora dall’amministrazione i risultati delle azioni una condanna esemplare e singolare che sia di monito per chi potrebbe coltivare ancora certe intenzioni. Non è escluso che ai soggetti interessati venga applicato il Daspo urbano». E conclude: «Sono stato contestato per aver pubblicato le foto, ma quando c’è di mezzo un reato non esiste privacy in quanto abbiamo il dovere di tentare ogni strada per identificare gli autori».
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