I balneatori colpiti dall’erosione: il tutto esaurito per noi è una beffa

6 Settembre 2021

Spiaggia ridotta e pochi ombrelloni per accogliere tutti, in alcune zone rifiutato l’80% dei clienti Da Martinsicuro, Alba, Roseto, Pineto e Silvi l’appello alla Regione per le scogliere di protezione

TERAMO. Quella al tramonto non è stata un’estate positiva per tutti gli operatori turistici della costa teramana. Anzi, ha avuto il sapore della beffa per quei balneatori che lavorano nei tratti di spiaggia gravemente esposti alle mareggiate e danneggiati dall’erosione costiera, che hanno dovuto dire “no” a malincuore a tanti clienti a cui non avrebbero potuto garantire l’ombrellone, il lettino e la sdraio a causa dell’arenile ridotto delle loro concessioni. Dalle zone colpite di Martinsicuro, Alba Adriatica, Roseto, Pineto e Silvi, si alza un grido di allarme e il solito appello alla Regione per realizzare le scogliere protettive.
ROSETO. «Ci sono stabilimenti che hanno dovuto rimandare indietro anche il 70/80% delle richieste di ombrelloni: il nostro “tutto esaurito” non è reale», spiega Luigi Corradetti, vicepresidente della cooperativa dei balneatori di Roseto – Pineto e titolare del camping Nino di Cologna e della sua concessione balneare. Continua l’imprenditore turistico: «L’erosione ha un impatto economico enorme, anche perché i nostri costi fissi sono gli stessi di chi invece non ha problemi di erosione: si rischia il fallimento. Si tratta di un problema annoso che colpisce una decina di concessioni a Cologna e nelle zone nord e sud di Roseto e che produce due effetti diretti: uno è la disponibilità ridotta di ombreggi, l’altra è il continuo stato di tensione e paura, anche nei turisti. Seppure calmo, infatti, il mare in certe condizioni questa estate è avanzato anche di dieci metri tra la mattina e il pomeriggio, arrivando a lambire la prima fila di ombrelloni. Riceviamo continuamente lamentele da parte di clienti e in molti se ne vanno. È un dramma per tutto il sistema turistico. Bisogna prendere provvedimenti una volta per tutte: i ripascimenti non risolvono, sono necessarie soluzioni definitive. Servono nuove scogliere e rinforzare quelle già esistenti».
PINETO. Conferma il problema Franco Bosica dell’associazione Adico di Pineto, nata proprio per difendere l’arenile colpito dall’erosione nella zona nord, e titolare del lido La Tartana: «Abbiamo rinunciato forse al 30% delle richieste, soprattutto ad agosto, ae bbiamo dovuto anche annullare decine di prenotazioni già effettuate. Così non è più sostenibile economicamente la nostra attività: noi abbiamo 15 metri di spiaggia, ne servirebbero almeno 60 per consentirci di lavorare davvero. E sono almeno sei le concessioni con lo stesso problema, che compongono una parte fondamentale del sistema turistico pinetese. Bisogna provvedere immediatamente, ci fanno paura le possibili mareggiate di novembre. Ma i ripascimenti sono inutili, servono le scogliere».
ALBA ADRIATICA. «La nostra zona, quella di Alba nord, in pochi anni ha perso duemila ombreggi e ci sono stabilimenti che sono da passati da piazzare 160/180 ombrelloni a 20/30, in alcuni casi anche 15. Mediamente lavoriamo al 20% del nostro potenziale», spiega Ivan Lazzarini, del comitato Anti-erosione albense e titolare dello stabilimento Riccione Beach, «è impossibile contare quanti potenziali clienti abbiamo dovuto mandare via: abbiamo avuto sempre il “tutto esaurito” e una richiesta forse persino superiore al pre-pandemia, visto l’interesse di chi non è potuto andare all’estero. Bisogna aggiungere che nella zona nord di Alba la stagione è partita molto tardi, a causa dell’annuncio del cantiere dell’opera della spiaggia di alimentazione, che poi non è mai partito. Quest’opera ormai è inevitabile e urgente, perché altrimenti si rischia il caos. Ma è ora di programmare le scogliere: quello è l’obiettivo finale, la messa in sicurezza della costa».
MARTINSICURO. «È stata una buona stagione, si è tornati ai livelli pre-pandemia. Ma è chiaro che in alcune zone della costa martinsicurese si è sofferto comunque, e il vento non ha aiutato, creando preoccupazioni nei tratti colpiti dall’erosione», dice Gianfranco Cellini, referente cittadino della Fab, «nella zona centrale di Martinsicuro la possibilità di ampliare e delocalizzare le concessioni danneggiate ha permesso di reggere l’urto, a Villa Rosa, invece, i problemi sono stati gravi. I ripascimenti sono opere momentanee, serve la grande opera di messa in sicurezza definitiva».
SILVI. «Quest’estate abbiamo vissuto un inferno. Avevamo accolto con felicità la realizzazione dei pennelli perpendicolari prima della stagione, ma poi abbiamo visto il problema amplificarsi e il mare avanzare di almeno una decina di metri, facendoci passare da quattro file di ombrelloni a due e mezzo. Molti clienti fissi abbiamo dovuto mandarli altrove», dice Enrico Di Francesco, titolare dello stabilimento Forza7 nella zona sud di Silvi, «la richiesta c’era: nella nostra concessione abbiamo piazzato 50 ombrelloni, se ne avessimo avuti 150 li avremmo affittati tutti. Ma l’acqua ha continuamente raggiunto la prima fila di ombrelloni e lambito la seconda, provocando enormi disagi. In molti non hanno pagato il prezzo pieno. Ci sono stati problemi anche quando ospitavamo il generale Francesco Figliuolo. Non so se è un problema tecnico, forse legato alle scogliere parallele che sono troppo sotto il livello del mare, ma deve intervenire la Regione. Abbiamo seriamente paura per questo inverno possa crollare lo stabilimento. Sono diverse le concessioni nella nostra zona ad avere questo tipo di problemi».
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