I balneatori rivogliono i soldi «Non toccava a noi pulire il lido»

29 Dicembre 2017

Sei titolari di chalet presentano il conto al Comune chiedendo il rimborso dei novemila euro spesi Il Sib: «Si arriva all’assurdo che i detriti vengono tolti dalle spiagge libere e messi su quelle private» 

GIULIANOVA . Continua a tener banco, il problema dei rifiuti spiaggiati, della loro raccolta, dello smaltimento e dei relativi costi. In una lettera inviata al Comune di Giulianova, alla Regione e alla Asl, sei titolari di stabilimento balneari contestano la disposizione regionale e la circolare emanata dal Comune che assegna ai concessionari il compito di togliere i detriti, «in quanto la pulizia del lido del mare, come sancito dall’articolo 28 del Codice della Navigazione, è di esclusiva competenza dell’autorità pubblica». Pertanto, secondo i balneatori, il costo della pulizia del litorale «è da addebitare esclusivamente al Comune». Gli stessi sostengono che i costi della pulizia non possono essere addebitati ai gestori delle aree scoperte degli stabilimenti balneari in quanto queste aree non sono ad uso privato bensì ad uso pubblico. I balneatori richiamano le ordinanze della Regione e dell’Ufficio circondariale marittimo che vietano qualsiasi tipo di attività commerciale nonché la sosta e l’occupazione dell’arenile con ombrelloni, sedie, sdraio ed altro sulla fascia di cinque metri dalla battigia. «Trattandosi quindi di suolo pubblico», sottolineano i balneatori, «i rifiuti in genere ed in particolare quelli spiaggiati sono a carico dell’intera collettività». I concessionari fanno presente che il materiale spiaggiato potrebbe risultare pericoloso per la salute pubblica e quindi dovrebbe essere vagliato da personale specializzato. I ricorrenti, ricordando le forti mareggiate della primavera 2017, hanno allegato alla lettera le fatture delle spese sostenute per circa 9.000 euro chiedendone il rimborso. Il presidente provinciale del sindacato balneatori Sib Domizio Scilli afferma: «Si arriva all’assurdo che i rifiuti vengano ammassati sulle concessioni private liberando le spiagge libere. In tal modo verrebbe dimostrata maldestramente una produzione di spazzatura per gli stabilimenti di kg. 3,68 per metro quadro».
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