I balneatori senza più spiaggia: «La politica ci ha preso in giro»

Delusione e rabbia nelle tre zone più colpite dalle mareggiate per i ripascimenti promessi e mai partiti Molti non attendono più: «Non toglieremo i nostri pochi ombrelloni nel vivo dell’estate per i cantieri»
VAL VIBRATA. Delusione e rabbia per le opere anti-erosione promesse e (forse) saltate anche per l’estate 2021. Nel primo vero fine settimana di grande affollamento turistico, tra gli operatori delle tre zone più colpite dall’erosione costiera tra Martinsicuro e Alba Adriatica c’è grande tensione. Poche sono le file di ombrelloni che hanno potuto piazzare e, a un passo dal vivo della stagione turistica, ancora non sanno se e quando verranno effettuati i ripascimenti promessi.
Diverse sono le opere in questione, due quelle principali. Ad Alba la “spiaggia di alimentazione”da due milioni di euro che la Regione ha promesso fino a pochi giorni fa e che prevede, oltre alla realizzazione di due pennelli perpendicolari insabbiati, anche un mega ripascimento da 100mila metri cubi di nuovo materiale. C’è poi il cosiddetto “ripascimentone”, anche questa opera regionale, già saltata l’anno scorso, e che coinvolge diverse località. Il lotto vibratiano prevede nuova sabbia a Martinsicuro, a Villa Rosa e ad Alba nord. In entrambe le località queste opere si sommano a quelle minori previste e saltate negli ultimi anni. Il tutto finalizzato a far avanzare una spiaggia devastata dall’erosione. Tutto, a meno di sorprese, rinviato di nuovo.
«Contavamo di aggiungere almeno una o due file in più di ombrelloni, ce lo avevano garantito»: così Maurizio Simonelli, titolare dell’hotel Galf che, nell’arenile che ha in concessione tra i pennelli di Villa Rosa sud, ha una striscia di sabbia di pochi metri, che gli concede di installare solo due file di ombrelloni. La paura è che con le mareggiate estive, l’acqua, oltre a raggiungere i lettini, possa toccare anche la base delle cabine. «Assurdità: questa è l’unica parola che può descrivere quanto sta accadendo», continua, «assistiamo solo a uno scaricabarile. Noi sappiamo solo che siamo ancora nell’incertezza e che siamo penalizzati rispetto alle altre strutture della zona, anche vicine a noi».
Qualche chilometro più a nord, proprio nel punto dove è stato appena realizzato il nuovo lungomare di Martinsicuro, si incontrano altri operatori arrabbiati. «Finalmente abbiamo una bella passeggiata, ma con poca spiaggia davanti», dice Nazario De Angelis dell’hotel e stabilimento Graziella. Lui di file di ombrelloni ne ha potute piazzare quattro, in alcuni punti cinque. «In tre anni abbiamo perso 40 metri di sabbia per colpa di un sistema di scogliere che deve essere completato e potenziato con opere continuamente promesse e rinviate», continua, «così come il ripascimento: rinviato l’anno scorso, quest’anno tutti erano sicuri. Ma a oggi non si hanno ancora notizie. I nostri ombrelloni servono anche altre strutture turistiche oltre alla nostra. Siamo riusciti a evitare grandi disagi solo grazie al buon senso di ufficio demanio del Comune e sindaco, che ci hanno permesso modifiche al piano spiaggia con alcune strutture vicine. Non sono disposto ad accettare il cantiere a luglio. I nostri clienti hanno già dato acconti e acquistati pacchetti. I lavori andavano fatti prima». Più possibilista in tal senso Marco Vallese della concessione Falco Mare, poco più a nord: «Abbiamo bisogno del ripascimento, soprattutto per una questione di sicurezza: troppo spesso con l’acqua alta siamo costretti a togliere file di ombrelloni in piena estate e questo provoca gravi disagi. Siamo però molto arrabbiati con Regione e Comune, per le promesse non mantenute e le continue rassicurazioni. In questo modo non è possibile programmare una stagione per chi fa impresa come noi».
Lungo la costa nord albense, gli operatori hanno già detto “basta” all’attesa della spiaggia di alimentazione o di uno dei ripascimenti alternativi programmati e hanno piazzato gli ombrelloni. Lo ha detto in maniera molto dura contro Regione e Comune il comitato anti-erosione, lo conferma ora uno degli operatori più danneggiati dalle mareggiate, Galliano D’Agostino, che gestisce la spiaggia del Messicano. Davanti allo stabilimento, danneggiato dalle mareggiate e restaurato a spese dei titolari, D’Agostino ha potuto piazzare solo due file di ombrelloni, circondate dai sassi. «Ci abbiamo creduto questa volta, ci siamo illusi. Alla fine è sfumato tutto. Basta giochi politici. Allargandoci sulla striscia di spiaggia libera con cui confiniamo, abbiamo potuto piazzare 36 ombrelloni. Fino a sette - otto anni fa, ne avevamo 80».
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