I dissidenti: «Gli scissionisti non siamo noi, ma i consiglieri»

TERAMO. «Non siamo scissionisti, nel Movimento 5 Stelle non esistono posizioni di leadership, dunque l’eletto non è il capo ma primo tra pari». A replicare al capogruppo dei grillini in consiglio...
TERAMO. «Non siamo scissionisti, nel Movimento 5 Stelle non esistono posizioni di leadership, dunque l’eletto non è il capo ma primo tra pari». A replicare al capogruppo dei grillini in consiglio comunale Fabio Berardini è la frangia dei contestatori che parla per mezzo del portavoce Benedetto Zippilli. Dopo aver chiesto l’espulsione di Paola Cardelli, il gruppo polemizza adesso contro l’astensione di Berardini al voto della Iuc, ma anche contro le rivendicazioni di Berardini di essere l’unico ad avere titolo per parlare a nome del Movimento. «Nel gruppo», si legge nella nota dei contestatori, «l’unico organo decisionale è l’assemblea e alle sue determinazioni gli eletti sono tenuti a dare seguito. Nel Movimento l’eletto non è il capo, il leader, ma un semplice portavoce dell’assemblea nelle istituzioni. I due consiglieri, sottraendosi al confronto, hanno violato la prima regola del movimento chiudendosi in un circolo privato fatto di pochissimi simpatizzanti». Nove in tutto, secondo i detrattori di Berardini che sottolineano ancora il fatto che quelli nell’immaginario comune sono diventati gli “scissionisti” sono 17 dei 23 componenti della lista del M5S alle elezioni comunali (Di Tommaso, Della Figliola, Liberati, Zippilli, Larato, Petricola, Shaykhatarova, De Santis, Sansonetti, Gianfelice, Donatiello, Di Clemente, De Dominicis, Signorile, Costantini, De Martinis, Aprano). «Siamo la quasi totalità degli attivisti che per due anni hanno prodotto contenuti, eventi, conferenze stampa, gli attivisti che in sostanza hanno creato il Movimento 5 Stelle Teramo», rivendicano i contestatori . «Quegli attivisti, e non i due eletti, sono i custodi dei valori di democrazia del Movimento». Zippilli contesta inoltre i contenuti politici del lavoro dei consiglieri ritenuti agli antipodi del progetto grillino: «Slegarsi dai vincoli assembleari ha determinato il susseguirsi di scelte totalmente estranee all’indirizzo del nostro schieramento politico, ad esempio sul tema dei tributi comunali. La guerra all’aumento delle tasse è stata svilita in Consiglio Comunale, dove quella che doveva essere la più dura delle battaglie a favore dei cittadini sul regolamento della Iuc, si è trasformata in una morbidissima astensione. Il Movimento 5 Stelle esiste, ma gli scissionisti sono i consiglieri comunali». (m.d.t.)
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