I genitori al Comune «Fuori gli indici sismici delle scuole»

5 Dicembre 2019

Il comitato protesta sotto il municipio: «Non ci dicono  l’esito delle nuove verifiche fatte sui sei edifici messi peggio»

TERAMO. “Meno parole più fatti”, e ancora “Trenta giorni passati a rimandare, nessuna risposta, nessun incontro”.
Sono solo alcuni dei cartelli esposti ieri mattina da alcuni genitori del comitato “scuole sicure”, che hanno protestato davanti al Comune chiedendo all’amministrazione di rendere noti i dati dei nuovi indici di vulnerabilità Lc3 relativi alle sei scuole risultate, dalle precedenti verifiche, quelle con gli indici più bassi. Dati che, denunciano i genitori, l’amministrazione avrebbe sul suo tavolo ormai da un mese ma che non sono ancora stati resi noti. «Crediamo che sulle scuole debba esserci trasparenza», tuona Leda Ragas, «e non comprendiamo come mai nonostante gli indici di vulnerabilità Lc3 di questi istituti siano arrivati da un mese ancora non siano stati resi noti».
Per i genitori l’atteggiamento dell’amministrazione si scontrerebbe con le battaglie che lo stesso sindaco Gianguido D’Alberto aveva condotto insieme a loro quando alla guida del Comune c’era il centrodestra con il sindaco Maurizio Brucchi. Lo stesso Brucchi che, ricordano gli esponenti del comitato, all’epoca rese noti gli indici subito dopo averli ricevuti. «In tempi passati, nonostante fosse ancora più scomodo, Brucchi diede gli indici il giorno dopo», continua Ragas, «adesso ci dicono che stanno aspettando perché ne sono arrivati cinque su sei. Ma intanto rendano noti quelli che hanno. Anche perché una corretta programmazione della ricostruzione dovrebbe partire proprio dalle scuole messe peggio. La De Jacobis, ad esempio, ha un indice dello 0.2». La protesta dei genitori proseguirà finché il Comune non comunicherà l’esito delle verifiche. «Saremo qui anche domani (oggi per chi legge ndr)», assicura Ragas.
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