I giudici bloccano la demolizione del cantiere nautico sul fiume

Roseto, Baroni vince per ora la sua battaglia al Consiglio di Stato, tra un mese l’udienza decisiva L’avvocato Di Nanna: «Il Comune non proceda o chiederemo i danni direttamente al dirigente»
ROSETO. Il cantiere nautico di Giovanni Baroni non verrà demolito. Almeno non per il momento. Il Consiglio di Stato, cui si era rivolto l’imprenditore rosetano tramite il suo legale di fiducia Vincenzo Di Nanna, ha infatti sospeso con decreto cautelare l’atto con cui il dirigente comunale responsabile del provvedimento, Lorenzo Patacchini, comunicava a Baroni che il 25 novembre il Comune avrebbe provveduto alla presa di possesso dei capannoni per poi procedere alla loro demolizione.
Il presidente del Consiglio di Stato, Filippo Patroni Griffi, con decreto del 14 novembre, ha accolto la domanda cautelare provvisoria proposta e ha ordinato la sospensione dell’esecuzione del provvedimento del Comune, fissando l’udienza in cui sarà tenuta la camera di consiglio collegiale, per il 18 dicembre 2014. «Chiediamo quindi», si legge in una nota dell’avvocato Di Nanna «che l’amministrazione comunale voglia astenersi da ogni iniziativa volta a dar esecuzione a detto provvedimento». In caso contrario, cioè «qualora l’amministrazione del Comune di Roseto dovesse perseverare nell’adozione di provvedimenti palesemente illegittimi e arbitrari», si legge ancora nella nota dell’avvocato, «mi vedrò costretto ad agire per il risarcimento dei danni direttamente contro il responsabile del IV settore». Nel documento del Comune si parla tra l’altro di «occupazione senza titolo di terreno appartenente al Demanio pubblico dello Stato», mentre Baroni sostiene di essere in possesso di tutte le autorizzazioni. Il cantiere navale si trova alle spalle del porto turistico e proprio a ridosso dell’ultimo tratto del Vomano, pertanto in una posizione strategica per il futuro sviluppo dell’intera zona, dove si prevede una serie di lavori.
Tutto è dunque rinviato al 18 dicembre. «Mi auguro che si possa nel frattempo trovare una intesa per il proseguimento della mia attività», è l’auspicio dell’imprenditore rosetano, «ma se saranno ancora sordi mi rivolgerò anche al Tribunale europeo».
Intanto venerdì si riuniranno a Pineto tutte le amministrazioni del bacino idrografico con l’obiettivo di istituire un “Contratto di fiume”: protocollo giuridico per il risanamento ambientale dei corsi d’acqua. Si tratta uno strumento privilegiato in quanto consente di intervenire in maniera aggregata, superando le frammentazioni funzionali dei vari enti, ed è stato adottato dalla Regione che, quindi, privilegerà le richieste di finanziamento che provengono con questa modalità. «Con questo incontro getteremo il primo mattone per una nuova visione del fiume Vomano” dichiara il sindaco di Pineto Robert Verrocchio, il cui Comune è già stato individuato come coordinatore del confronto sulla mitigazione del rischio idraulico alla foce del Vomano «ringrazio la Provincia per aver accolto l’invito a Pineto, perché proprio il mio Comune, nel corso di questi anni, ha subìto gravi danni dal Vomano e siamo uno dei centri più interessati a una nuova gestione del fiume. Quello che inizia non sarà un processo né immediato né facile, ma abbiamo il dovere di cominciare a costruire una nuova concezione del fiume, che non deve più rappresentare un problema ma una risorsa».
Federico Centola
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