I lavori nel traforo ci tolgono l’acqua

29 Maggio 2018

Il Ruzzo ha sospeso per precauzione parte delle captazioni Sinistra italiana: «Inaccettabili gli aumenti in bolletta»

TERAMO. Oggi possibili problemi nella fornitura idrica in alcuni centri della provincia di Teramo. Da ieri sera alle 22 e fino alle 6 di stamattina sono stati “messi a scarico” – cioè non sono stati immessi nella rete idrica – circa 500 litri al secondo. La decisione del Ruzzo deriva da lavori di tinteggiatura eseguiti da “Strada dei Parchi” all’interno di una canna del traforo del Gran Sasso.
Come ha disposto il protocollo sulla sicurezza siglato alla Regione è stata data una tempestiva informazione all’acquedotto che ha messo a scarico l’acqua. Una precauzione per evitare un altro allarme fra la popolazione, come avvenne quando furono trovate minime tracce di toluene.
Il lato su cui si sono svolti i lavori sono proprio quelli in cui si capta buona parte dell’acqua proveniente dal traforo, che in totale frutta 800 litri al secondo. Per questo oggi potranno verificarsi diminuzioni di portate e di pressione nei seguenti comuni: Bellante, Campli, Canzano, Castellalto, Civitella, Colledara, Isola del Gran Sasso, Montorio, Sant'Egidio, Sant'Omero, Teramo, Torricella, Tossicia. Anche se i serbatoi del Ruzzo sono in grado di assicurare il servizio per 24 ore, può dunque verificarsi nelle zone più in alto un abbassamento della pressione.
Sempre sul tema acqua, ma questa volta sui rincari in bolletta del 12%, prende posizione Stefano Ciccantelli ,segretario provinciale di Sinistra Italiana ed esponente di Liberi e Uguali .
Si tratta di aumenti già da tempo operativi per gli altri acquedotti, la bloccati per il Ruzzo a causa di un contenzioso fra Ruzzo ed Ersi, ora risolto. Per cui l’Ato ha dato il via libera. «Come Sinistra Italiana riteniamo inaccettabile che siano sempre i cittadini a pagare di tasca propria le inefficienze del servizio idrico e l’incapacità della governance dell’ente di migliorare la rete e al tempo stesso di evitare l’odioso aumento delle tariffe. I cittadini del territorio teramano stanno fronteggiando da anni una crisi a tre teste sotto i profili economico, sociale ed ambientale ed in particolar modo per quanto riguarda il capitolo acqua siamo ancora in attesa di conoscere un reale piano di natura regionale per la messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso come denunciato ripetutamente dall’Osservatorio indipendente. Al posto degli aumenti servirebbe ripensare davvero il modello di gestione del servizio idrico».
©RIPRODUZIONE RISERVATA