I motivi dello scontro: «Aggredita per rimborsi e contributi»

1 Ottobre 2026

La vicesindaca di Silvi svela i retroscena della lite in Comune: tensioni sulle delibere per le spese del sindaco e i fondi agli assessori professionisti.

SILVI

Dietro l’ aggressione ricostruita dalla vicesindaca Luciana Di Marco si fanno avanti veleni politici interni legati a rimborsi spese e contributi per gli albi professionali. Veleni esplosi proprio all’interno della sala dove martedì si sono riuniti tutti i componenti della maggioranza con il sindaco Andrea Scordella. È la stessa Di Marco a rivelare cosa è accaduto durante quel summit. I rappresentanti «provinciali di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Noi Moderati avevano stilato una nota congiunta in cui chiedevano il rinvio di due delibere di consiglio: una per la cifra di 7mila euro per il rimborso al sindaco Andrea Scordella per le spese sostenute per fare le giunte, in quanto lui è residente all’Aquila, e la seconda delibera da oltre 70mila euro per i contributi di Gianpaolo Lella, Giuseppina Di Giovanni, Beta Costantini e Alessandro Valleriani. Si tratta di liberi professionisti iscritti nei rispettivi albi i cui contributi annuali, in base a una sentenza, devono essere versati dal Comune fin quando sono membri della giunta. In molti Comuni non lo stanno più chiedendo per il passato, ma solo per i prossimi anni. Altri enti stanno rinunciando. I nostri assessori invece», ha continuato a raccontare la Di Marco, «pretendevano tutto e subito. Gli spetta. Ma quello che i provinciali sostenevano era che non era il momento opportuno, perché siamo ancora nella fase dei ristori agli sfollati di Silvi paese dopo la frana di Santa Lucia. Io stavo dicendo questo, proteggendo i consiglieri dalle minacce». Marilena Rossi, consigliera regionale e coordinatrice provinciale di Fratelli d'Italia sull’accaduto ha voluto esprimere tutta la sua solidarietà alla vicesindaca e compagna di partito. «Considero l’accaduto a Silvi di inaudita gravità, inaccettabile sotto ogni profilo; umano, civile e istituzionale», ha detto la Rossi. «Non può trovare alcuna giustificazione in nessun contesto, tanto meno all’interno di un’istituzione che dovrebbe rappresentare il primo presidio di legalità, rispetto e servizio per la comunità. Le mani addosso a una donna, a una rappresentante eletta dai cittadini, dentro le mura di un municipio, sono un’offesa alla dignità delle istituzioni e a tutte le donne che svolgono con impegno e responsabilità ruoli pubblici. La violenza, fisica o verbale, non è mai uno strumento di confronto politico: episodi come questo rischiano di minare la fiducia dei cittadini nelle amministrazioni locali, già provate da tante difficoltà. Chiedo», conclude la coordinatrice, «che si faccia piena luce su quanto accaduto, che vengano assunte tutte le responsabilità del caso e che sia garantito il massimo sostegno alla vicesindaca Di Marco e a tutta l’amministrazione comunale di Silvi. È necessario un messaggio chiaro: chi ricopre ruoli istituzionali ha il dovere di dare l’esempio, nel rispetto delle persone, delle regole e della democrazia». La commissione Pari opportunità per la provincia di Teramo ha dichiarato «profondo sconcerto» per quanto accaduto, sottolineando che «Non è una lite. Non è una divergenza politica degenerata. E soprattutto non può essere considerata una questione interna a una maggioranza politica. Quando il confronto supera il confine delle parole e arriva alla violenza fisica, riguarda tutti. Se accade all'interno di un'istituzione pubblica, la responsabilità morale e politica diventa ancora più grande».