I precari dello Zooprofilattico manifestano davanti al ministero

L’istituto teramano conta 34 ricercatori e 28 collaboratori della ricerca ancora non stabilizzati La Cgil: «Hanno combattuto il Covid come altri operatori a cui sono state riconosciute più tutele»
TERAMO. Una delegazione di lavoratori precari dell'Istituto zooprofilattico “Caporale” di Teramo sarà presente oggi a Roma, davanti alla sede del ministero della Salute, per chiedere la stabilizzazione dopo anni di precariato. L'appuntamento chiamato “Ricerchiamo Stabilmente” è stato promosso dalla Funzione pubblica Cgil e vedrà la presenza di ricercatori e collaboratori di ricerca di tutti gli Irccs (istituti di ricovero e cura a carattere scientifico) e Izs pubblici d’Italia.
Teramo ci sarà. L'istituto Caporale conta 34 ricercatori precari fra biologici, chimici e veterinari, e 28 collaboratori della ricerca: sono attualmente al lavoro con contratti a tempo determinato, con inquadramenti DS e D del contratto collettivo nazionale del comparto sanità. La Fp Cgil di Teramo, tramite il segretario Pancrazio Cordone, ritiene necessaria la tutela di figure così centrali nella “piramide della ricerca” ed è per questo che ha aderito al presidio di oggi. In Italia ci sono ricercatori che sono in balia del precariato da 20 o 30 anni. «La legge di bilancio per il 2018», ricorda il sindacato, «aveva avviato per loro un percorso a tempo determinato di 5+5 anni con la previsione della stabilizzazione, al termine del percorso nei ruoli, anche dirigenziali, nel Servizio sanitario nazionale. Dei 1.800 ricercatori assunti in prima applicazione al termine del 2019, ne sono rimasti solo 1.300 nel sistema della cosiddetta “piramide della ricerca”, una perdita secca di oltre un quarto delle risorse umane dedicate. Nessuna azienda privata o pubblica potrebbe far fronte a una tale emorragia di risorse altamente qualificate senza subire un tracollo. La quasi totalità dei direttori scientifici e generali degli Irccs, nel corso delle audizioni in commissione Affari sociali sulla legge delega di riordino degli Irccs prevista dal Pnrr, ha chiesto di provvedere da subito a istituire dotazioni organiche di ruolo per ricercatori e collaboratori di ricerca».
La Cgil ricorda il contributo dato dai ricercatori nella lotta al Covid «ma il legislatore», fa notare, «non ha previsto per loro la stessa tutela prevista per il restante personale precario del Ssn con la riduzione a 18 mesi del periodo necessario per accedere ai benefici della legge Madia. Nonostante i numerosi tentativi di modificare la normativa con interrogazioni e emendamenti, presentati anche dalla Cgil, governo e parlamento non hanno ancora saputo porre rimedio a questa palese iniquità di trattamento».(v.m.)
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