I reperti del museo archeologico Savini verso il trasferimento nel museo del gatto

12 Maggio 2021

Il museo archeologico Savini verso una nuova sede. Ieri la Sovrintendenza regionale e l'assessore alla cultura del Comune di Teramo Andrea Core (nella foto) hanno svolto dei sopralluoghi in città per...

Il museo archeologico Savini verso una nuova sede. Ieri la Sovrintendenza regionale e l'assessore alla cultura del Comune di Teramo Andrea Core (nella foto) hanno svolto dei sopralluoghi in città per individuare una struttura idonea a ospitare i reperti, o almeno una parte di essi, custoditi nell'edificio attualmente inagibile. Fra le ipotesi al vaglio, la più concreta sarebbe quella del museo del gatto. Nei locali della piazzetta del Sole, infatti, gli esperti della Sovrintendenza hanno svolto un attento sopralluogo per esaminarne spazi, fruibilità, adeguatezza degli ambienti. E la soluzione sembrerebbe percorribile. Il museo del gatto non conta grandi sale espositive, ma vede un susseguirsi di stanze che ben si presterebbero ad accogliere opere e reperti di piccola e media grandezza garantendo una buona fruibilità per i visitatori. È inoltre dotato di un ascensore interno che lo rende accessibile anche a chi ha problemi di mobilità. Da tempo chiuso, non ha mai goduto di grande appeal per teramani e turisti. Farne la sede provvisoria del museo archeologico significherebbe anche restituire funzionalità a un edificio incastonato in uno degli angoli più belli della città, ma poco sfruttati. «Il museo del gatto, che di per sé non ci ha mai convinto e va sicuramente ripensato, si trova in una zona centrale e riaprirlo per esporre le bellezze del Savini riqualificherebbe ulteriormente l'area», commenta l'assessore Core. Si tratterebbe di una soluzione transitoria, il tempo necessario a ristrutturare palazzo Savini inagibile per i danni del sisma del 2016. I lavori potrebbero partire a breve: l'edificio, infatti, è stato inserito nel primo stralcio dell'ordinanza Teramo emanata nei giorni scorsi e volta a dare poteri speciali al Comune nell'avvio dei cantieri della ricostruzione pubblica. (v.m.)