I rifiuti costano un milione in più Aumento del 20% per le famiglie

31 Marzo 2018

Il piano di gestione della raccolta porta a porta per quest’anno indica una spesa di oltre 11,6 milioni Approvato da Pizzi il bilancio di previsione, rischio dimezzamento per l’assistenza scolastica ai disabili

TERAMO. Costo dei rifiuti in aumento, assistenza scolastica per i disabili in calo. Sono le due facce tristi dei provvedimenti economico-finanziari messi in campo dal Comune negli ultimi giorni e che, con impatti e modalità diverse, si rifletteranno sulle famiglie. Una non ha alcun collegamento diretto con l’altra, ma entrambe produrranno lo stesso effetto poco piacevole per i destinatari.
SPAZZATURA SALATA. Il costo per la raccolta differenziata porta a porta dei rifiuti quest’anno costerà 900mila euro in più rispetto all’anno scorso. Il dato emerge dal piano-economico finanziario per la gestione del servizio inviato nei giorni scorsi dalla Team al Comune. La spesa calcolata per il 2018 ammonta a 11,6 milioni di euro contro i 10,7 dell’anno passato. L’incremento è dovuto sia alla variazione di alcuni importi, come i circa 300mila euro in più indicati per i costi di smaltimento del pattume, in particolare l’organico, sia dall’inserimento nel conto di nuove voci di costo. Tra queste spiccano i 300mila euro previsti come quota di ammortizzazione delle tariffe non pagate. Si tratta, in pratica, di una somma cuscinetto con cui ammortizzare l’evasione ma che ricadrà sulle tasche dei contribuenti in regola. Ad allungare il conto, poi, sono i 282mila di conguaglio per i costi effettivi del servizio sostenuti l’anno scorso rispetto al preventivo e i 30mila euro di spese per il personale comunale impegnato nell’ex discarica di contrada La Torre.
SI PAGA DI PIÙ. L’importo da versare alla Team per la gestione del servizio rende anche netta l’incidenza concreta della scelta del Comune di ripartire le quote da pagare, tra utenze domestiche e attività produttive, in misura opposta rispetto al recente passato. Conti alla mano, la misura si tradurrà in un aumento in bolletta di circa il 20% delle famiglie, mentre la riduzione per le aziende non andrà oltre il 5%. È calcolato così dalla Team l’impatto della decisione dell’ente di caricare sui nuclei familiari l’onere della copertura del 60% del costo totale di raccolta e smaltimento del pattume, alleggerendo al 40% il peso sulle imprese.
ASSISTENZA A RISCHIO. Altrettanto spiacevole, per i cittadini che ne hanno diritto, sarà una misura introdotta nel bilancio di previsione appena approvato dal commissario Luigi Pizzi. Da settembre, infatti, sarà ridimensionata l’assistenza scolastica ai disabili che fino a giugno è erogata a spese del Comune per 21 ore settimanali. La portata del taglio non è stata specificata. L’ente, nell’annunciare il varo del bilancio, si limita ad affermare che il servizio sarà allineato alla «media garantita da altri Comuni». Da una rapida verifica emerge che in genere l’assistenza scolastica è assicurata per un massimo di 12 ore alla settimana. L’indicazione fornita dall’ente, sebbene volutamente generica, lascia presupporre che il servizio fornito finora alle famiglie dei disabili teramani nel prossimo anno scolastico verrà dimezzato.
RISPARMIARE! Il dimezzamento dell’assistenza agli studenti disabili rientra le mosse destinate a contenere le spese dell’ente. Per il servizio in questione, infatti, il Comune sostiene un costo consolidato di 1,2 milioni annui, che dunque da settembre si ridurrebbe fino al 50% quando l’effetto del ridimensionamento sarà pieno. L’ente, insomma, aggiungerà un risparmio di 600mila euro alle somme che non dovrà più sborsare in seguito all’azzeramento dei contributi in favore delle società che gestiscono gli impianti sportivi e alle quali saranno accollate del tutto le spese per le utenze. Nessuna variazione, in confronto con l’anno scorso, è stabilita invece per le rette, trasporto e mense scolastiche in quanto sottoposti al blocco delle tariffe dettato dal governo.
RISULTATI ACQUISITI. Lo scenario, nonostante le difficoltà, non è del tutto negativo. Nella delibera che approva il bilancio di previsione, infatti, si fa riferimento al percorso fatto finora dall’ente e agli introiti che non deriveranno dal prelievo fiscale. «Il Comune nel corso degli anni, ha avviato una importante attività di contenimento delle spese correnti», afferma il documento, «in particolare sul personale, sugli affitti passivi, sulla pulizia degli immobili, sull’indebitamento, ridotto nell’ultimo decennio per circa 15 milioni di euro». A dare respiro ai conti sarà l’incasso della polizza assicurativa per i danni causati dal terremoto che ammonta a 5,5 milioni di euro. Un’ulteriore boccata d’ossigeno arriverà dalle minori spese per gli interessi sui mutui stimate in circa due milioni di euro. Dalle cessioni di reti, come quella del gas, e di partecipazioni societarie, con riferimento a quelle del consorzio per la gestione dei rifiuti Mote e della farmacia comunale, deriveranno ulteriori introiti che aiuterebbero a riequilibrare i conti. Lo stesso risultato di otterrà con un’ulteriore stretta sui costi delle utenze nelle strutture comunali.
NUOVE NEGATIVITÀ. Le prospettive, però, non sono di certo rassicuranti. Il problema della scarsa liquidità resta e di conseguenza permane anche quello dell’esposizione bancaria. Da quest’anno c’è anche l’aggravante che il Comune dovrà pagare gli interessi sull’anticipazione di cassa per un importo di circa 50mila euro.
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