I sindaci in assemblea: «Dobbiamo giocare la partita tutti insieme»

14 Maggio 2020

TERAMO. L'uscita dalla crisi legata all'emergenza Coronavirus passa per un'azione comune dei 47 Comuni teramani e della Provincia, con un progetto e una visione unitari pur nella specificità dei...

TERAMO. L'uscita dalla crisi legata all'emergenza Coronavirus passa per un'azione comune dei 47 Comuni teramani e della Provincia, con un progetto e una visione unitari pur nella specificità dei problemi delle diverse aree. Perché, hanno ripetuto ieri mattina i rappresentanti istituzionali delle diverse realtà locali, il territorio può ripartire solo se si lavora insieme, pretendendo dal Governo e dalla Regione, con un'unica voce, risposte certe e risorse. Ed è per questo che l'assemblea dei sindaci, che si è aperta con un ricordo di Italo Di Dalmazio, ha votato all'unanimità dei presenti un documento che traccia le linee lungo le quali muoversi già a partire da domani, con la convocazione di tavoli tematici dai quali far uscire proposte e progetti: da un disegno a sostegno della filiera turistica nel medio e lungo periodo alle strategie per intercettare finanziamenti regionali e nazionali.
LE PRIORITÀ. Le priorità, non esaustive, di questo nuovo patto territoriale, all'interno delle quali si declineranno le attività da portare avanti, sono quelle emerse dal confronto al Parco della Scienza e che hanno integrato il documento originariamente preparato dalla Provincia: risorse per il potenziamento della qualità dell'offerta sanitaria in provincia di Teramo, protocollo sanitario unico di sicurezza, semplificazione e sburocratizzazione delle procedure amministrative, condivisione sulla rimodulazione delle risorse del Masterplan, centralità della ricostruzione, difesa dei presidi economici del territorio e del sistema creditizio con particolare riferimento alla situazione della Banca popolare di Bari, risorse per l'abbattimento della tassazione locale con particolare riferimento alla Tari, la costituzione di una cabina di regia e di tavoli di lavoro tematici, zone rosse, impresa e lavoro, individuazione dei sindaci quali commissari straordinari, sociale e scuola. «Oggi siamo qui perché non ci possiamo riposare», ha detto il presidente della Provincia Diego Di Bonaventura, «dobbiamo continuare a stare ancora più vicini ai cittadini, agli operatori economici. Dobbiamo giocare una partita nostra, costruttiva e propositiva, se serve anche rivendicativa. Farlo insieme avrà un peso specifico molto diverso rispetto alle singole e legittime azioni che ogni ente locale può fare».
IL TURISMO. Un focus particolare sarà dedicato al turismo, come sottolineato dal consigliere provinciale delegato Lanfranco Cardinale. Il settore è fondamentale in una provincia che intercetta oltre il 65% delle presenze regionali, servono strategie che mettano in rete mare, montagna, borghi. «Questo è un settore dove il nostro territorio può rivendicare una vera specificità», ha detto Cardinale, «i problemi nell’immediato sono tanti, con l’estate alle porte e l’impossibilità per tanti, dagli stabilimenti balneari agli alberghi ai ristoranti, di poter contare su un utile e garantire i posti di lavoro. Attenzione massima, quindi, ma anche uno sforzo progettuale per tornare ad attrarre turisti e visitatori».
GLI INTERVENTI. Nel corso dell'assemblea gli interventi dei sindaci sono stati numerosi. E se quelli della costa hanno posto l'accento proprio sui problemi del settore turistico, con molti operatori che starebbero valutando di non riaprire e con il sindaco di Giulianova Jwan Costantini che ha sottolineato come solo nel suo comune il comparto ricettivo «quest'anno rischia di mandare a casa tremila persone», il sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto ha evidenziato come «questo documento deve diventare uno strumento per allineare tutte le azioni istituzionali che stiamo mettendo in campo, pretendendo che il Governo lo approvi e ci dia non soltanto compiti ma responsabilità vere legate a risorse e procedure semplificate». Proprio D'Alberto ha poi indicato alcune delle priorità inserite nel documento, tra cui la centralità della ricostruzione e la difesa dei presidi economici del territorio. «Dall'emergenza virus o ne usciamo travolti o possiamo usare questo momento anche per sbloccare la ricostruzione», ha concluso D'Alberto, «a partire dalla semplificazione delle procedure, che va pretesa. E poi c'è il tema creditizio. Ci sta scoppiando in mano il tema della Popolare di Bari. In provincia di Teramo abbiamo 50 filiali di ex Banca Tercas e non è possibile che una banca del territorio sia diventata un terreno in cui la quota abruzzese, e al suo interno quella della provincia di Teramo che è fondamentale per ricaduta economica e occupazionale, venga penalizzata».
Alessia Marconi
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