Il caso Piancarani: una frazione ha due consiglieri all’Emiciclo

TERAMO. Stranezze del voto regionale. Una equa distribuzione territoriale degli eletti tra le varie parti della provincia forse non si era mai avuta del tutto, ma certo è che quest’anno lo squilibrio...
TERAMO. Stranezze del voto regionale. Una equa distribuzione territoriale degli eletti tra le varie parti della provincia forse non si era mai avuta del tutto, ma certo è che quest’anno lo squilibrio geografico venuto fuori dalle urne è clamoroso.
Tre dei sette consiglieri teramani eletti sono di un lembo della Val Vibrata interna: Emiliano Di Matteo di Ancarano, Umberto D’Annuntiis di Corropoli, Dino Pepe di Torano Nuovo. Ovvero: abitano a massimo 15 chilometri di distanza l’uno dall’altro. Altri due sono di Campli, comune dell’entroterra che con la Val Vibrata confina. Anzi, per la precisione – e qui arriviamo quasi nella fantascienza – Pietro Quaresimale e Sandro Mariani sono entrambi di una frazione di Campli, Piancarani, che non arriva a 400 abitanti. Un pugno di case intorno a una chiesa che guarda la vallata del Salinello.
A una decina di chilometri da Piancarani c’è Teramo, che stavolta deve accontentarsi di un solo consigliere in Regione (per di più di minoranza), Marco Cipolletti del Movimento 5 Stelle. L’unico eletto della parte sud della provincia è Toni Di Gianvittorio, vice sindaco di Notaresco. Anche lui, dunque, uno dell’entroterra. E questo forse è il dato che colpisce di più: la costa teramana, dove vive oltre un terzo della popolazione della provincia, non ha neanche un eletto. Sicuramente, fatta la giunta, entrerà in consiglio per la Lega Simona Cardinali di Mosciano, comune che non è costiero ma quasi, e lo squilibrio sarà in parte attenuato. Se poi dovesse entrare anche l’atriano Gabriele Astolfi per Forza Italia, la vasta area Vomano-Cerrano-Fino avrebbe l’adeguata rappresentanza che ora non ha.
GATTI. Nei risultati teramani delle regionali appare evidente la mano di Paolo Gatti, che ha dichiaratamente spinto Di Matteo e dato una mano anche a D’Annuntiis e Astolfi. Il leader di Futuro In, da quando (quasi un anno fa) ha annunciato di lasciare la politica attiva, ha in realtà lavorato dietro le quinte su più fronti, ottenendo sempre i risultati sperati: elezione di Di Bonaventura in Provincia, rimpasto al Ruzzo e nuovo vertice al Bim portano la sua firma. Sull’elezione di due suoi amici in Regione dice: «Sono moderatamente soddisfatto. E questo ruolo di politico “passivo” mi piace».(d.v.)
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