Il centro operativo chiude sabato dopo 2.600 interventi in tre mesi

24 Maggio 2020

Gli amministratori ringraziano gli 85 volontari di otto associazioni che hanno lavorato per aiutare cittadini e famiglie durante l’emergenza. Effettuate 1.128 consegne di viveri e 832 di farmaci

TERAMO. Non basta la freddezza dei numeri a descrivere l’attività dei volontari che nel centro operativo del Comune per quasi tre mesi hanno fatto fronte all’emergenza coronavirus. Lo dicono gli occhi velati di commozione del sindaco Gianguido D’Alberto, le sue parole e quelle dell’assessore alla protezione civile e vicesindaco Giovanni Cavallari. Quella che si aprirà domani sarà l’ultima settimana di funzionamento del Coc, che ha già ridotto l’orario di apertura fino alle 14 dalle 8 e non più fino alle 20. Degli 83 giorni di fuoco vissuti dagli 85 volontari delle otto associazioni che si sono messe a disposizione della struttura comunale, coordinata dal consigliere Berardo De Carolis e che ha visto impegnati anche i dipendenti dell’area tecnica dell’ente, resterà solo «una pagina storica della città». Ne scaturirà, già la prossima settimana a sentire gli amministratori, una convenzione che sedimenterà la condivisione strategica tra Comune e gruppi Gran Sasso e Cives di Protezione civile, Gadit, associazioni di carabinieri e polizia, gruppo alpini e le Croci, rossa e bianca.
«Siete stati presidi di supporto e guide nel momento storico più difficile per la nostra città», esordisce il sindaco rivolgendosi ai volontari, «avete fatto in modo che nessuno restasse da solo». Sono stati loro a dare concretezza e continuità ai servizi attivati dall’amministrazione a sostegno dei cittadini in difficoltà. A ricordarli è Cavallari, che richiama più volte non soltanto la capacità organizzativa del Coc e delle associazioni, ma le intuizioni grazie alle quali «abbiamo anticipato le direttive della Protezione civile nazionale». Tra le tante iniziative il vicesindaco richiama in particolare il reperimento di alloggi messi a disposizione di persone che non avevano spazi nelle abitazioni di famiglia per l’autoisolamento. «Ne hanno usufruito operatori sanitari e personale di polizia», fa notare Cavallari, «a cui è stata testimoniata riconoscenza non con una pacca sulla spalla, ma con atti concreti». Una sottolineatura è dedicata dal vicesindaco alla sanificazione delle strade che ha suscitato forti critiche da parte dell’opposizione. «Abbiamo scelto attenzione e riflessioni non cedendo alle pressioni», osserva, «l’Organizzazione mondiale della sanità ha poi chiarito che l’ipoclorito di sodio è inutile, per cui la nostra scelta è stata giusta».
A dare sostanza alle iniziative promosse dall’amministrazione, in collaborazione con altri enti e associazioni di categoria, sono state le 8.176 ore d’impegno dei volontari che hanno operato «come se fossero 1.363 per i servizi resi». In oltre 24.600 chilometri percorsi hanno assicurato 1.128 consegne di viveri, grazie anche all’accordo con Caritas e Banco Alimentare, 314 spese, 832 farmaci portati a domicilio tramite l’intesa con Federfarma e Ordine dei farmacisti, 150 consegne di tablet, pc e altri supporti per la didattica a distanza alle scuole, 21 giochi donati e 153 altri servizi. Tra questi: ritiro moduli per gli sfollati del sisma trasferiti negli alloggi acquistati dall’Ater, vigilanza agli uffici postali, pagamento utenze, accompagnamento per ritiro pensioni e consegna di effetti personali a ricoverati per Covid. Particolarmente significativi, per il vicesindaco, sono stati anche il supporto psicologico e la compagnia telefonica agli anziani fornita da un gruppo di cittadine intenzionate a rendersi utili pur non avendo competenze specifiche. «Le attività sono state caratterizzate da spirito di sacrificio e intelligenza», conclude De Carolis, «nessuno degli operatori è stato contagiato in tre mesi di servizio».
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