Il Cogevo contrario al prelievo di sabbia tratta con la Regione

I vongolari contro le operazioni fissate per il ripascimento Di Mattia: «Dannose per noi, proponiamo altre soluzioni»
GIULIANOVA. I pescatori del Cogevo Abruzzo hanno già detto no al progetto della Regione che prevede il prelievo di sabbia a un miglio dalla battigia per il ripascimento. Ora che la Regione deve avviare la valutazione di impatto ambientale sul progetto e tra gli interlocutori ha chiamato anche i pescatori, il Cogevo tratta e chiede soluzioni alternative.
Dice il presidente del consorzio abruzzese Giovanni Di Mattia: «È in atto la valutazione di impatto ambientale per il ripascimento e ci dichiariamo pronti a dialogare con la Regione per trovare delle soluzioni alternative. Non è nostra intenzione andare allo scontro con i balneatori in quanto tutto si risolverebbe in una guerra tra poveri. Come ha sempre fatto, il Cogevo collaborerà al massimo con le istituzioni per mettere in campo delle sinergie positive». E aggiunge: «Siamo solidali al massimo con i titolari di concessioni balneari che hanno subito danni, ma a nostro avviso non è con il ripascimento che si supera il problema. Del resto il fenomeno si ripete sulle nostre coste puntualmente da anni e la soluzione individuata si tradurrebbe in un vero e proprio sperpero di risorse pubbliche senza tra l’altro ottenere benefici tangibili, ma anzi creando anche danni all’ecosistema marino. Occorre pensare ad altro».
Il Cogevo ribadisce che gli interventi ideati sarebbero non solo inutili, ma nello stesso tempo gli armatori delle vongolare, ben 82 imprese di pesca tra i porti di Giulianova, Roseto e Pescara aderenti al consorzio dichiarano di essere disponibili a collaborare con la Regione Abruzzo per mettere in piedi un serio ed efficace piano di difesa della costa.
Dice Di Mattia: «Tutti i sacrifici messi in campo fino ad ora, in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico, potrebbero finire in fumo con le scelte che si vorrebbero perseguire senza ascoltare chi dal mare trae sostegno attraverso il lavoro». Secondo Di Mattia il danno che verrebbe prodotto con il ripascimento della costa è ingente: «Proprio nelle zone di mare dove la Regione intende procedere con le operazioni di escavo da circa due anni abbiamo provveduto ad effettuare la semina delle piccole vongole per creare un vasto campo di riproduzione dove concentrare la nostra attività di pesca. E proprio nei luoghi dove è in atto la riproduzione si vorrebbe prelevare la sabbia per portarla a riva. Avremmo così un doppio spreco di fondi pubblici visto che anche il ripopolamento, condotto assieme allo Zooprofilattico, è stato finanziato da risorse comunitarie e regionali».
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