Il consorzio balneatori: se la tassa aumenta non è colpa della nostra raccolta autonoma

30 Aprile 2016

«Perché a fronte di un miglioramento presunto del 2,3% della raccolta differenziata il costo di smaltimento aumenta del 2,56%? Sarebbe molto più naturale che il costo diminuisse seppur marginalmente,...

«Perché a fronte di un miglioramento presunto del 2,3% della raccolta differenziata il costo di smaltimento aumenta del 2,56%? Sarebbe molto più naturale che il costo diminuisse seppur marginalmente, è evidente che qualcosa non funziona. Cosa?» Lo chiede in una lettera aperta al sindaco e alla città il Coba, il consorzio dei gestori di stabilimenti balneari che dal 2015 ha attivato la raccolta autonoma dei rifiuti, smentendo che il Comune sia stato costretto ad aumentare la Tari a causa della loro decisione.

Nella lettera inviata al sindaco il Coba analizza dettagliatamente il piano economico finanziario della Tari 2016 e indica le ragioni vere dell’aumento della tariffa. «Dal piano finanziario si scopre che la carta ed il cartone vengono conferiti a zero e probabilmente successivamente in parte recuperati a mezzo dei consorzi di filiera, ma la plastica viene conferita, unitamente alle lattine, come multi materiale e questo comporta un costo di smaltimento di circa 61.581,52 Euro. Pertanto più aumenta la raccolta di plastica e lattine più aumenta il costo della Tari». Secondo il Coba «anche il vetro viene conferito al costo di 14,30 €. Quindi più si raccoglie vetro più si alza la Tari. Al contrario il Coba nella peggiore delle ipotesi conferisce la plastica a 0 e il consorziato Coba recupera almeno 130 euro per ogni tonnellata; il vetro viene conferito a zero e viene recuperato da 1 a 10 euro tonnellata, 30 euro per la carta, 80 euro per lattine e banda stagnata».

Il Coba fa le pulci anche al trasporto e al conferimento.«L’intero piano finanziario», prosegue la nota , «si basa sui costi di trasporto fino al Cirsu tranne che per l’organico, che infatti vede aumentare il costo di conferimento, ma, come sappiamo, è del 27 aprile la notizia che il gestore di quella che ormai è una ex discarica lamenta la necessità di ritrasferire il materiale, il che comporta un ineludibile aumento delle tariffe rispetto a quelle previste. Ergo il piano finanziario è campato in aria quando si rifà ai costi di conferimento del 2015. Anche lo spazzamento aumenta e passa da 611 mila euro del 2015 a 939 mila euro del 2016. Come sanno tutti, il totale della Tari deve necessariamente essere pari al costo complessivo annuale del servizio appaltato alla Ecotedi: pertanto qualora i consorziati del Coba, o qualunque cittadino, non dovessero versare delle somme per una ragione qualsiasi, non si possono utilizzare le somme della Tari dell’anno in corso per coprire i buchi dell’anno precedente, sarebbe gravissimo e minerebbe la verità contabile del bilancio comunale».