Il coro Verdi compie 70 anni ma è rimasto senza sede né soldi

Organizzato un pranzo di autofinanziamento al quale parteciperanno trecento persone Il presidente Italo Di Dalmazio: «Non abbiamo più contributi pubblici,così non si può andare avanti»
TERAMO. Ritrovarsi a settant’anni senza casa e senza soldi. Il destino crudele che colpisce tanti anziani è toccato anche alla più antica associazione culturale cittadina. Il coro Verdi, che in questo 2018 compie settant’anni, festeggia il prestigioso traguardo con più di un timore per il futuro. Il più antico coro d’Abruzzo ancora in attività, fondato nel 1948 a Teramo dal maestro Ennio Vetuschi, oggi 91enne, conosciuto in tutta Italia e nel mondo, è stato sfrattato dal terremoto dalla sede di piazza Verdi e adesso si trova costretto a ricorrere a un pranzo di autofinanziamento per raccogliere i fondi per le spese ordinarie.
Dopo il sisma, dichiarato inagibile l’edificio che ospitava anche il Braga, l’associazione corale Giuseppe Verdi ha trovato ospitalità nella Casa del Mutilato, messa gratuitamente a disposizione dalla Provincia. Ma resta il problema economico: dall’amministrazione provinciale, che ha perso il settore cultura, non arrivano più finanziamenti, mentre l’ultimo contributo ordinario del Comune (tremila euro annui) risale al 2015. Per fortuna in tanti hanno risposto all’insolita iniziativa del pranzo di autofinanziamento: esauriti in poco tempo gli oltre 300 posti per il convivio di domenica prossima al ristorante Villa Bianca, a Tofo Sant’Eleuterio. «Merito della segretaria e coordinatrice dell’associazione Fanny Valiante, che ha sensibilizzato la città», sottolinea il presidente del sodalizio Italo Di Dalmazio. «Siamo 100 soci, portiamo nelle casse dell’associazione tremila euro l’anno. Inoltre, quando serve ci autotassiamo, ma così non si va avanti. In questo momento solo la Fondazione Tercas ci sostiene, ma finanziando il singolo evento. Tutte le spese di gestione non sono coperte». Perciò sono ben accette nuove adesioni. Anche di chi non canta, ma vuole semplicemente sostenere la corale. All’interno del sodalizio vi sono infatti i soci esecutori, che fanno parte del coro (40 elementi, tra uomini e donne), e i soci sostenitori. Trenta euro la quota di iscrizione.
Senza finanziamenti, sottolinea il presidente, l’attività dell’associazione corale, che fa anche didattica e formazione, si inaridisce: «Facciano azione di educazione e diffusione della cultura musicale. Abbiamo un direttore professionista, il maestro Antonio Di Marco. Ma chi ci finanzia? Senza fondi si è fermata la scuola Pueri Cantores, con l’omonimo coro di voci bianche. Non c’è più un direttore artistico. E non si fa più ricerca». Al pranzo di autofinanziamento ci sarà anche il fondatore Ennio Vetuschi, che ha diretto l’ultima volta il Coro Verdi l’anno scorso, in occasione del concerto celebrativo dei sui 90 anni. Sarà presente Gianni Vecchiati, presidente dell’Arca, l'associazione regionale dei cori d’Abruzzo, nel cui consiglio di amministrazione siede Fanny Valiante, che sottolinea: «Il maestro Vetuschi è il padre della musica in Abruzzo. Ha divulgato il canto e la musica in tutta la regione». Vetuschi è stato il primo direttore del coro Verdi. Primo presidente dell’associazione corale è stato invece Berardo Mancini, che ha ricoperto il ruolo per un trentennio. Il coro Verdi si è subito concentrato, dopo qualche parentesi lirica, sul folclore abruzzese e sulla polifonia classica e moderna. Sono presto arrivate affermazioni in ambito regionale e nazionale. Nel 1958 il coro, che rappresentava l’Abruzzo, vinse il concorso Rai “Voci e volti della fortuna”, abbinato alla lotteria di Capodanno. Da allora innumerevoli concerti in Italia e all’estero, partecipazioni a programmi televisivi sulle reti nazionali, riconoscimenti in rassegne e concorsi nazionali e internazionali, e una ricca produzione discografica. Nel 2002 ha cantato davanti al presidente Ciampi. Tra i cartelloni organizzati, dal 1994 la Rassegna Polifonica Aprutina e, dal 1999, Giugno in Coro.
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