Il Covid porta via Di Paolo tifoso storico del Teramo

A 89 anni era sempre in tribuna, ha fondato il Club biancorosso. Oggi i funerali nel duomo Martinsicuro piange l’ex marittimo di 61 anni Marini, era un appassionato di fotografia
TERAMO. Dopo qualche giorno di pausa il Covid torna a spargere lutti nella provincia teramana. Giovedì pomeriggio nell’ospedale di Atri, dov’era ricoverato da circa un mese, è morto Pasquale Di Paolo, teramano di 89 anni molto noto e amato tra i tifosi del Teramo calcio. Ieri a Giulianova non ce l’ha fatta Silvio Marini, ex marittimo di Martinsicuro di 61 anni, e ad Atri è scomparso l’89enne atriano Benito Di Francesco. Una brutta notizia è arrivata anche da Catania, dove il contagio si è portato via il 59enne imprenditore siciliano Giuseppe Richetti, che anni fa a Teramo aveva rilevato una delle aziende alimentari del fallito gruppo Malavolta.
DI PAOLO. Gli amici lo chiamavano “Lu pacchè”, il suo lavoro era stato nel commercio di prodotti termoidraulici e la sua grande passione era tuttora il Teramo calcio. Per Pasquale Di Paolo la definizione talora abusata di “supertifoso” non era una forzatura. Negli anni Settanta era stato tra i fondatori del Club biancorosso, il primo sodalizio organizzato della tifoseria cittadina, e la sua presenza allo stadio è stata costante fino a poche settimane fa. Nella tribuna del Bonolis, peraltro, Di Paolo aveva proseguito la simpatica tradizione del lancio delle caramelle a ogni gol del Diavolo prendendo il testimone dalla compianta “Cietta”, altro volto storico della tifoseria biancorossa. Di Paolo, per il quale ha espresso cordoglio sui social anche il presidente del Teramo Franco Iachini, lascia la moglie Maria Teresa, dei figli Luigi e Lucia, della sorella Gianna e del genero Marcello. Oggi alle 10.30 i funerali in cattedrale.
MARINI. Martinsicuro piange un altro lutto dovuto alla pandemia. Ieri all’ospedale di Giulianova è morto all’età di 61 anni Silvio Marini, ex marittimo che da quando era andato in pensione si dilettava con la fotografia. Una sua immagine aveva ispirato il logo del giornale online "Il Martino". L’uomo, molto conosciuto nella cittadina, da giorni era in isolamento domiciliare per il Covid ma con pochi sintomi. Ad inizio settimana era stato portato nell’ospedale di Giulianova per una Tac e subito ricoverato. In pochissimi giorni la situazione è peggiorata fino al decesso. I funerali si terranno oggi, alle 10,30, nella chiesa del Sacro Cuore.
RICHETTI. Giuseppe Richetti, originario di Ramacca (Catania) e scomparso all’ospedale Cannizzaro di Catania, era stato un fornitore del gruppo Malavolta e quando questo ha fatto crac aveva rilevato in affitto di ramo d’azienda un capannone teramano della ex Foodinvest. L’industria Richetti occupa circa 110 dipendenti nello stabilimento di Sant’Atto, che produce merendine e generi alimentari per gli autogrill. Nel 2017 nello stabilimento divampò un violento e vasto incendio a causa del quale la produzione fu costretta a fermarsi per qualche tempo con un periodo di cassa integrazione per i lavoratori. Ora potrebbe essere il figlio di Giuseppe, Francesco, a prendere le redini dell’azienda.
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