Il Cup nega la visita cardiologica Interviene la Asl per fissare la data

17 Giugno 2018

GIULIANOVA. È stato necessario l’intervento della Asl per consentire a un paziente di prenotare una visita cardiologica. Venerdì mattina un uomo di Mosciano, Umberto De Benedictis, è andato al Cup...

GIULIANOVA. È stato necessario l’intervento della Asl per consentire a un paziente di prenotare una visita cardiologica. Venerdì mattina un uomo di Mosciano, Umberto De Benedictis, è andato al Cup dell’ospedale di Giulianova per prenotare, per conto del fratello invalido, una visita cardiologica oltre ad altri esami. Il medico curante, nella ricetta elettronica, aveva indicato l’urgenza di effettuare la prestazione entro 72 ore, ma per fissare la visita cardiologica sono emerse molte difficoltà.. L’addetta al servizio, dopo aver cercato invano di stabilire una data, ha comunicato il diniego a De Benedictis dicendo – così riferisce l’interessato – «non è possibile eseguire la prenotazione né entro le prossime 72 ore, ma nemmeno per i prossimi 72 mesi in quanto non abbiamo la disponibilità del calendario cardiologico». Lo stesso De Benedictis ha cercato di insistere continuando a far valere ovviamente la prescrizione del medico curante. Dopo diversi tentativi gli è stato detto che l’unico modo per ottenere una visita urgente sarebbe stato quello di passare per il pronto soccorso. A questo punto l’utente ha preso la propria documentazione ed è andato via visibilmente contrariato. De Benedictis ha chiesto ragioni e spiegazioni in giro ed una risposta è giunta prontamente dal responsabile della gestione dei processi liste di attesa ed attività di prenotazione della Asl Tommaso Migale, che è rimasto esterrefatto in merito a quanto accaduto al Cup di Giulianova. Lo stesso responsabile della Asl si è messo subito in contatto con il reparto di cardiologia di Teramo dove il calendario per le visite urgenti, come per il caso di De Benedictis, prevede prestazioni ambulatoriali per martedì prossimo. Il cittadino moscianese, già deciso a rivolgersi ad una struttura sanitaria privata, ha potuto quindi risolvere subito la sua situazione. «Evidentemente c’è stata una incomprensione accompagnata da una carenza di comunicazione», dichiara Migale, «a volte può capitare anche se non è una giustificazione. L’importante è avere risolto».
Alfonso Aloisi
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