Il killer di Tizi è accusato anche del tentato omicidio della donna

11 Giugno 2015

Martinsicuro, la convivente della vittima ferita di striscio mentre era in macchina con il compagno Convalidato il fermo dell’albanese, che conferma: «Ho agito per vendetta ed ero da solo»

MARTINSICURO. Al gip conferma la sua confessione e aggiunge: «Ho agito per vendetta e ho fatto tutto da solo, con me domenica sera non c’era nessuno». Arjan Ziu, il 49enne albanese da lunedì in carcere per l’omicidio volontario aggravato del 35enne Roberto Tizi, ieri mattina è comparso davanti al gip Giovanni de Rensis per l’udienza di convalida: l’uomo è accusato anche del tentato omicidio della compagna della vittima che al momento dell’agguato era in macchina e che è stata colpita di striscio ad una caviglia. E mentre i carabinieri continuano la caccia ai presunti due complici, al giudice – che ha convalidato il fermo – l’uomo (assistito dall’avvocato Tiziano Rossoli) ha ribadito quanto già detto agli investigatori ma ha escluso la presenza di altri. «Ho ucciso per vendicarmi dopo il violento litigio di lunedì sera durante il quale sono stato picchiato da Tizi», ha detto l’albanese nel corso dell’udienza che si è svolta in carcere, «dopo aver litigato sono andato vicino al fiume dove ho preso la pistola che avevo nascosto nel terreno. Sapevo dove Tizi abitava e così sono andato sotto casa ad aspettarlo. Quando è tornato in macchina con la moglie ho sparato tre colpi . Poi sono fuggito e mi sono disfatto della pistola». Dalle immagini di alcune telecamere della zona, infatti, si vedono tre persone che fuggono tra cui Ziu. Ma l’albanese ha detto che quelle persone lui non le conosce e che, molto probabilmente, scappavano perchè spaventate dagli spari.

Intanto nei giorni scorsi gli investigatori hanno raccolto anche la testimonianza della compagna della vittima. La donna, dimessa dall’ospedale, ha raccontato che il killer voleva uccidere anche lei. «Si è appoggiato al finestrino della macchina dalla mia parte puntando la pistola e ha sparato», ha raccontato la donna di 35 anni sentita come persona informata sui fatti e assistita dall’avvocato Massimo Di Bonaventura di Fermo, «io sono riuscita a scappare. Forse voleva uccidere anche me perchè sono una testimone scomoda visto che avevo assistito alla lite di qualche ora prima e li avevo separati. Ziu non era da solo». Anche ieri, intanto, i carabinieri hanno continuato ad ascoltare numerosi testimoni.

Non solo chi ha assistito all’agguato mortale, ma anche chi qualche ora prima è stato testimone della violenta lite scoppiata tra Tizi e Ziu in prossimità di un bar nel quartiere Tronto di Martinsicuro. Sono volati pugni e schiaffi e ad avere la peggio è stato l’albanese che, una volta arrivata l’ambulanza, ha rifiutato di essere medicato e si è allontanato. Per poi tornare qualche ora dopo davanti all’abitazione della vittima per l’agguato mortale.

Dopo una notte di vagabondaggio, intorno alle 13 di lunedì è stato intercettato e bloccato in piazza Cavour, nel centro di Martinsicuro. Quando icarabinieri si sono avvicinati non ha opposto resistenza. L’autopsia è slittata a domani.(d.p.)

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