Il migrante in fuga è introvabile Sarà rinforzata la vigilanza al Cas

Il giovane, positivo al Covid, potrebbe aver già raggiunto il Nord. La prefettura assicura provvedimenti ma evidenzia che non è la polizia ma la cooperativa che gestisce il centro a dover controllare gli ospiti
CIVITELLA DEL TRONTO. Il migrante positivo al Covid scappato mercoledì mattina dal centro di accoglienza di Civitella è quasi certamente già fuori dal territorio provinciale e regionale, diretto verso nord per cercare di arrivare in qualche altro Stato europeo. Di lui nessuna traccia, se non qualche voce incontrollata di presunti avvistamenti alimentata dal fatto che già mercoledì era comparsa sui social la sua foto segnaletica, evidentemente diffusa da qualcuno che non era tenuto a diffonderla. Fatto molto sgradevole, che ha ovviamente scatenato i peggiori istinti dei “leoni da tastiera”. Le forze dell’ordine ovviamente stanno cercando il giovane, che ha dichiarato di essere un bengalese di 23 anni anche se i suoi tratti somatici sono palesemente quelli di un somalo o eritreo; ma non è certo una caccia all’uomo nella quale il territorio viene battuto palmo a palmo. La ricerca, così come per le altre decine di migranti scappati nelle ultime settimane da centri di altre regioni, si concentra sulle strade principali, le stazioni e i terminal dei bus.
IN PREFETTURA. In un contesto in cui i contagi stanno risalendo a vista d’occhio, portati soprattutto da giovani italiani che vanno in vacanza all’estero o fanno movida senza alcuna precauzione, la fuga di un migrante che non ha alcun interesse a entrare in contatto con chicchessia sarebbe poca cosa, se non fosse che pone il problema della sicurezza del Cas di Civitella nel quale, tre settimane fa, sono arrivati 50 migranti (31 dei quali risultati poi positivi al Covid). E su questo tema, ieri mattina, c’è stata in prefettura una riunione nella quale il sindaco Cristina Di Pietro ha espresso tutto il proprio rammarico per un episodio che rappresenta un ulteriore colpo all’immagine di un paese che vive di turismo. «È venuto fuori», dice Di Pietro, «quello che avevo già detto, e cioè che quella del Cas ricavato nella country house “La rocca dei borboni” sarebbe stata una situazione ingestibile. Ho detto che se si vuol fare un controllo serio il presidio di polizia va rafforzato e fatto più in basso, vicino alla struttura. La prefettura mi ha risposto che quel presidio serve a fare ordine pubblico e che il controllo dei migranti tocca alla cooperativa che gestisce il centro, ma mi chiedo che possibilità abbia la cooperativa di fermare eventuali fughe. In ogni caso, mi è stato assicurato che la vigilanza al Cas verrà intensificata e rafforzata».
LETTERA A CONTE. Per il sindaco di Civitella, in realtà, «il problema sta a monte. Io», riprende Di Pietro, «ho ribadito la mia contrarietà alla scelta di Civitella, un comune che ha vissuto tante e straordinarie emergenze e che ha una preminente vocazione turistica. All’inizio di agosto, proprio quando c’era un minimo di ripresa, l’arrivo di queste persone che allo sbarco in Italia non avevano avuto un controllo sanitario ha rappresentato un danno inevitabile. Per questo scriverò al ministro dell’Interno Lamorgese e al presidente del Consiglio Conte, prenderò ad esempio il caso di Civitella per dire che è inaccettabile che il Governo collochi nei comuni i migranti senza prima accertarne lo stato di salute». Cristina Di Pietro, inoltre, ha contattato il presidente regionale dell’Anci Gianguido D’Alberto «perché si faccia portavoce di un’iniziativa che coinvolga tutti i Comuni, in modo che avvenga un’equa distribuzione dei migranti in base al principio di solidarietà».
DIMISSIONI? La prima cittadina di Civitella, ieri, appariva fortemente provata. E starebbe anche pensando alle dimissioni. La cosa si evince da un post su Facebook comparso ieri pomeriggio sul profilo dell’assessore comunale Gabriele Marcellini, nel quale assessori e consiglieri all’unisono ricordano i meriti di Cristina Di Pietro nei suoi anni di mandato e dichiarano: «Oggi è da sola a gestire una situazione nella quale nulla è nella sua competenza e responsabilità ma pur tuttavia oggetto di ingenerosi e volgari attacchi mediatici. Ovvi per qualunque persona l'amarezza e lo sconforto. Ma Civitella del Tronto non può permettersi di perdere una guida come lei. Gli assessori e i consiglieri tutti sono e saranno con forza al suo fianco e pronti a far sentire fattivamente la propria vicinanza. Noi non molliamo, noi non ci arrendiamo. Forza sindaco, forza Cristina».
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