Il Pd alle urne in ordine sparso L’intesa su Piccioni non regge

TERAMO. Il Pd si schiera in ordine sparso. Non è bastata la lunga riunione, conclusa a notte fonda tra giovedì e venerdì, a blindare il patto con Fratelli d’Italia, l’area che fa capo a Paolo Gatti e...
TERAMO. Il Pd si schiera in ordine sparso. Non è bastata la lunga riunione, conclusa a notte fonda tra giovedì e venerdì, a blindare il patto con Fratelli d’Italia, l’area che fa capo a Paolo Gatti e Azione di Giulio Sottanelli. La posizione ufficiale conferma il sostegno al sindaco di Tortoreto Domenico Piccioni sulla base di un’intesa che porterebbe ai Dem una consistente contropartita amministrativa. In ballo ci sarebbe, infatti, la vice presidenza con una delega pesante per il sindaco di Castiglione Messer Raimondo Vincenzo D’Ercole.
La soluzione ad ampio raggio, però, risulta indigesta a diversi tra gli esponenti storici dei Dem. A Teramo, tra questi ultimi ma anche nel gruppo civico “Insieme possiamo” che fa capo al sindaco Gianguido D’Alberto, l’idea di votare lo stesso candidato presidente sostenuto dall’opposizione e in particolare dai consiglieri gattiani, avversari di sempre, crea parecchi malumori. L’alternativa è Camillo D’Angelo, sindaco di Valle Castellana, di area centrosinistra anche se civica, che si muove tra le linee, come si direbbe di un calciatore che ha una posizione fluida. Il fatto che la sua candidatura sia appoggiata da Italia Viva, da tempo in rotta con la maggioranza comunale e che ha come dirigente Maria Cristina Marroni, ex vice sindaco e già ufficialmente in sfida con D’Alberto per elezioni di primavera, non aiuta a catalizzare consensi. Su Piccioni convergono i Dem legati al consigliere regionale Sandro Mariani che ribadisce la sua adesione alla linea indicata dal partito. Per il resto ad approfittarne potrebbe essere il classico terzo incomodo: il sindaco di Martinsicuro Massimo Vagnoni, la cui candidatura sostenuta da Lega, Forza Italia e civici ha diviso il fronte del centrodestra. La candidatura del primo cittadino truentino, che è anche presidente dell’Unione dei comuni della Val Vibrata, spariglia le carte pure sull’altro versante dello schieramento politico. Di sicuro Vagnoni incasserà il voto di Mauro Scarpantonio, Dem vibratiano in dissenso con la linea del partito, ma potrebbe raccogliere anche il consenso che ruota attorno al consigliere regionale Dino Pepe. Anche in questo caso, però, si tratta di votare un amministratore di centrodestra. Per questo c’è anche chi eviterà il seggio. (g.d.m.)

