Il Pd dà lo stop a Mastromauro: «Coalizione larga e senza veti»

Nel convegno dei Dem sulla sanità emerge una frattura tra i dirigenti del partito e l’ex sindaco La sinistra radicale di Nos-Noi rincara la dose: «Basta personalismi, serve l’unità di tutte le forze»
GIULIANOVA. L’ex sindaco Francesco Mastromauro rappresenta un’opportunità o un ostacolo a una larga colazione di centrosinistra? E attualmente il centrosinistra giuliese è compatto o no? Sono i dubbi usciti fuori dal convegno organizzato dal Partito democratico locale sulla sanità pubblica, che si è svolto sabato pomeriggio nel centro polifunzionale I Pioppi. Al centro del dibattito, infatti, avrebbe dovuto esserci la sanità, in particolare i problemi dell’ospedale di Giulianova, vista anche la presenza dei consiglieri regionali Dino Pepe e Silvio Paolucci, e del segretario regionale del Pd Daniele Marinelli.
Fin dall’inizio, però, il dirigente locale del Pd Antonmario Gioculano ha subito attaccato l’ex sindaco Mastromauro, presente in platea, dopo l’intervista rilasciata al nostro quotidiano e uscita proprio venerdì mattina. «Smentiamo come Pd locale», ha detto Gioculano, «la ricostruzione fatta da Mastromauro dal punto di vista politico perché il Pd locale, da un anno ormai, sta portando avanti un progetto per allargare il più possibile la coalizione, senza veti. È un percorso difficile, ma andiamo avanti per questo obiettivo. In questi mesi siamo stati spesso nel tritacarne mediatico, ma non abbiamo mai rilasciato interviste». Mastromauro, nella replica, ha precisato che anche lui è in realtà per costruire una larga coalizione, ma a suo avviso risulta difficile farla con il gruppo civico (ma chiaramente orientato a sinistra) del Cittadino Governante e il Movimento 5 stelle. Gli scenari dunque potrebbero essere due. O un centrosinistra con Mastromauro ma con una coalizione che fatalmente non sarebbe molto larga, oppure senza Mastromauro e cercando di allargarla il più possibile per contrastare l’attuale centrodestra, sicuramente più compatto rispetto al centrosinistra.
Tra gli interventi uno dei più importanti è stato quello di Dino Macera, esponente del gruppo di sinistra Nos-Noi, che in linea con il Pd ha espresso la volontà di creare una larga coalizione lasciando da parte i personalismi. «Si impone una reazione di tutte le forze progressiste, ambientaliste e di sinistra della città», ha ribadito ieri con un comunicato il gruppo Nos-Noi, «per questo, condividendo la fondata preoccupazione che la destra al potere rappresenta un rischio per l’integrità dell’architettura istituzionale voluta dai costituenti, avvertendo come primaria l’esigenza di difendere e incentivare il lavoro, la sanità, i diritti sociali, in modo che nessuno resti indietro, i partiti, le associazioni, le forze progressiste, ambientaliste e di sinistra di Giulianova si impegnano a dar vita a un’ampia, aperta e inclusiva, coalizione. Il candidato sindaco sarà l’espressione più coerente della coalizione e del suo programma».
Nel convegno si è parlato anche di sanità pubblica, delle lunghe liste di attesa per molti esami in ospedale che costringono tanti a ricorrere alla sanità privata, e dei problemi dell’ospedale di Giulianova che, secondo molti dei presenti, ha perso molti servizi a favore dei tre ospedali interni del Teramano, ovvero Atri, Sant’Omero e Teramo. «In questi cinque anni», ha detto Dino Pepe, «non abbiamo avuto nulla di nuovo rispetto a quanto lasciato nel 2018 dalla nostra giunta. Non abbiamo un atto di programmazione sanitaria. E poi qui a Giulianova c’è anche il centro per i malati di Alzheimer al bivio Bellocchio, chiuso da ottobre 2022 e con la promessa, guarda un po’, di riaprirlo a marzo 2024, quando ci saranno le elezioni regionali. Noi ovviamente saremo lì».
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