Il pedofilo fermato con 5mila foto: «Sono malato, ora fatemi curare»

2 Ottobre 2021

Il 43enne ammette ogni responsabilità nell’interrogatorio di garanzia online davanti al giudice A gennaio era già stato arrestato e scarcerato. Nella sua abitazione sequestrati 13 computer e 2 tablet 

MARTINSICURO. Pochi istanti per ammettere e chiedere di essere curato. È durato meno di un’ora l’interrogatorio di garanzia del 43enne di Martinsicuro arrestato con 5mila foto di bambini. L’uomo, che si trova nel carcere di Lanciano, è comparso davanti al gip del tribunale dell’Aquila Guendalina Buccella nell’udienza online che si svolta ieri mattina. Assistito dal suo legale, l’avvocato Federico Di Teodoro, l’uomo ha ammesso tutte le pesanti contestazioni mosse nei suoi confronti e ha detto: «Sono malato, fatemi curare».
Il 43enne era stato arrestato a gennaio dopo una segnalazione arrivata alla polizia postale dai circuiti internazionale di cooperazione in materia di contrasto allo sfruttamento dei minori online e scarcerato dopo qualche giorno per una incompetenza territoriale sollevata dal giudice delle udienze preliminari. Questo non ha fermato le indagini sulla mole del materiale sequestrato all’epoca nella sua abitazione: complessivamente 5000 immagini ed oltre 1000 video con immagini pedopornografico. Per l’uomo, un 40enne di Martinsicuro già conosciuto per gli stessi reati, è scattato un nuovo arresto chiesto dal pm della Procura distrettuale dell’Aquila Roberta D’Avolio e disposto dal gip Buccella. Le indagini, così come gli accertamenti tecnici, sono stati portati avanti dagli agenti del compartimento regionale della polizia postale diretto da Elisabetta Narciso. Gli ulteriori accertamenti tecnici fatti dagli investigatori sul materiale sequestrato hanno permesso di acquisire elementi che, secondo l’accusa, accertano la detenzione, da parte dell’uomo, di numerosi file tipo immagine e video e della divulgazione attraverso varie piattaforme social. L’accertamento fatto sui 13 computer, i due tablet e le due chiavette Usb in possesso dell’uomo hanno permesso di trovare 500 immagini e 1000 video con contenuti pedopornografici. Secondo la versione fornita dalla polizia l’arrestato caricava sulla rete internet numerosi file immagine e video, in particolare intratteneva chat con altri utenti nel corso delle quali riceveva ed inviava file di natura pedopornografica, caricandoli su piattaforme che consentivano poi la condivisione degli stessi. L’avvocato ha chiesto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico e su questo il gip si è riservato.
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