Il rimpasto di giunta è al palo La rabbia di FdI: «Città bloccata»

30 Maggio 2024

Il capogruppo Corona: sindaco ostaggio dei gruppi di maggioranza, pensa al futuro da parlamentare Non arriva il sostituto di Cavallari, Fratelli d’Italia: D’Alberto fa le stesse cose di cui accusava Brucchi

TERAMO. Una città bloccata e un sindaco vittima di gruppi e partiti politici. È la sintesi che arriva da Fratelli d’Italia circa la situazione che vive Teramo, in particolare dal post elezioni regionali. Come noto, il voto di marzo ha portato l’assessore ai Lavori pubblici Giovanni Cavallari a sedere come consigliere di opposizione in Regione, lasciando un posto vuoto nella giunta di Gianguido D’Alberto. Dopo più di due mesi quell’assessorato è ancora senza timoniere. Il sindaco ha tenuto la delega per sé dando il via a una serie di consultazioni e riflessioni finalizzate al rimpasto di giunta. Rimpasto che ancora non c’è e l’attesa sta generando qualche scricchiolio in maggioranza e più di qualche pretesa da parte di gruppi politici, partiti e singoli.
Dall’opposizione questa situazione viene letta come «l’ennesimo esempio di lentezza e immobilismo di un sindaco che ora si è avvitato su stesso bloccando la città sotto il profilo amministrativo», dice Luca Corona, capogruppo in consiglio comunale di Fratelli d’Italia. Per D’Alberto i nodi da sciogliere sono diversi: c’è l'assessorato da assegnare, che probabilmente andrà a Marco Di Marcantonio (Pd); c’è da valutare se continuare a tenere in giunta Valdo Di Bonaventura, che si era candidato con Azione (partito che in Comune è all’opposizione) alle regionali; ci sono le dimissioni di Andrea Core da capogruppo di “Insieme possiamo”. E poi ci sono le aspettative e le richieste dei gruppi di maggioranza.
«Il sindaco avrebbe dovuto sostituire Cavallari il giorno dopo l’elezione in Regione e invece si è preso un tempo infinito per fare consultazioni, ascoltare partiti e gruppi senza venire a capo di nulla», commenta Corona, «questo non è solo un problema politico, di equilibri interni alla maggioranza. Ma è un problema per la città che appare bloccata da questo stallo: ci sono cantieri fermi, opere mai partite, gestione della città pessima e trascuratezza. D’Alberto si è arenato e subisce pressioni dai diversi gruppi di maggioranza e da referenti politici esterni al consiglio comunale; sta subendo quello che ha subito all’epoca Maurizio Brucchi, nel suo mandato bis. D’Alberto lo criticò duramente, ma oggi è vittima del medesimo sistema. In passato inoltre l’attuale sindaco ha sempre puntato il dito contro i 9 assessori della giunta Brucchi ma ha fatto la stessa cosa: ora potrebbe dimostrare la sua coerenza non aggiungendo nuove figure, ma è evidente che non può farlo anche perché sta lavorando per il suo futuro da parlamentare e sa che non può scontentare gruppi o partiti importanti che in quel percorso gli sono di supporto».
Ma per Fratelli d'Italia la cosa più rilevante resta «la situazione nella quale vive Teramo: il sindaco ingessato in questa rivisitazione della giunta provoca uno stallo complessivo alla città», conclude Corona, «tutto è fermo: il Comune è paralizzato con la ricostruzione, con la manutenzione, con la gestione del verde e degli impianti e non si convocano consigli comunali ordinari, a parte il question time».
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