«Il sindaco ci spieghi cosa vuole fare della fornace»

TERAMO. Il comitato di quartiere della Cona chiede un incontro urgente con il sindaco Maurizio Brucchi per discutere del recupero dell'ex fornace Scimitarra. La sollecitazione parte dal consiglio...
TERAMO. Il comitato di quartiere della Cona chiede un incontro urgente con il sindaco Maurizio Brucchi per discutere del recupero dell'ex fornace Scimitarra. La sollecitazione parte dal consiglio direttivo presieduto da Domenico Bucciarelli che si è riunito nei giorni scorsi allo scopo di valutare le iniziative necessarie per risolvere l'emergenza urbanistica e ambientale dovuta al degrado dell'immobile. All'incontro era prevista anche la presenza del tecnico comunale incaricato di rimodulare il contratto di quartiere, l'intervento pubblico-privato di riqualificazione urbanistica che abbraccia anche l'ex fornace. Il comitato civico intendeva avere delucidazioni sulla modifica del progetto, ma non ha potuto acquisirle. Il tecnico, infatti, non si è presentato all'incontro e così il consiglio direttivo si rivolge al sindaco.
«L'intervento sull'area ex fornace non può prescindere anche dal degrado urbanistico e dal pericolo sanitario dell'area occupata dalla centrale elettrica», sottolinea Bucciarelli, «per la quale è necessario un protocollo d'impegno da parte del Comune e dell'Enel finalizzato alla sua delocalizzazione». La rimodulazione del progetto che interessa l’ex fornace, aggiunge Bucciarelli non va «intesa come una semplice lottizzazione a danno degli interessi generali della collettività della Cona», che secondo il presidente tradirebbe gli intenti della normativa che quindici anni fa permise di attivare il contratto di quartiere. «L'amministrazione deve far conoscere al comitato», insiste Bucciarelli, «quali sono le disponibilità finanziarie pubbliche erogate e quali sono state già utilizzate, insieme al piano economico dell'opera». Il presidente, inoltre, chiede chiarimenti sui tempi di approvazione del nuovo progetto fissati dalla Regione, che ha finanziato a suo tempo il contratto di quartiere con oltre cinque milioni di euro. (g.d.m.)
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