Il vescovo ai giovani: «Dovete saper curare e costruire»

9 Gennaio 2021

TERAMO. Nella prima lettera del nuovo anno ai giovani della diocesi il vescovo Lorenzo Leuzzi scrive: « Cari giovani, vorrei condividere con voi la mia grande gioia quando nel passaggio dal 2020 al...

TERAMO. Nella prima lettera del nuovo anno ai giovani della diocesi il vescovo Lorenzo Leuzzi scrive: « Cari giovani, vorrei condividere con voi la mia grande gioia quando nel passaggio dal 2020 al 2021 ho ascoltato pronunciare dal Papa e dal presidente della Repubblica due verbi a me molto cari: curare e costruire. Sono i due verbi che ci aiutano a capire perché è nato Gesù: per curare e costruire. Senza di Lui i nostri verbi sono: guarire e contrapporsi. Se guardiamo insieme il mondo nel quale viviamo, tutti vogliono guarire ed essere antagonisti. È la via più semplice, ma che conduce al fallimento della vita, sia personale che comunitaria. Il desiderio di guarire mi porta a non prevenire, perché in tutti i casi sarò guarito. Il desiderio di contrappormi mi esonera dal pensare, dal riflettere. Basta che io dica il contrario per esistere. Ma in tal modo non si costruisce il futuro!».
Leuzzi continua: «Vorrei ricordare l’invito del presidente della Repubblica: “Questo è il tempo dei costruttori”. Riprendendo la vita della scuola, dell’Università e le attività lavorative, vorrei che ciascuno di voi portasse nel cuore quel Bambino che non è più nel presepe ma nella vostra vita. Il presepe siamo noi, la nostra esistenza. Se Lo porterai con te, Lui ti aiuterà a saper curare le attività quotidiane senza lasciarle all’improvvisazione, come se fossimo in balìa del caso. Ma soprattutto ti inviterà a scoprire che, per costruire, bisogna sentirsi parte: della tua famiglia, della scuola, dell’Università, dell’azienda… di ogni comunità nella quale ti trovi. Sarai allora costruttore!»
«È ciò», conclude il vescovo, «di cui ha bisogno la nostra società in questo tempo di ripartenza. Sono certo che noi adulti potremo contare su di voi! Grazie per il vostro impegno».