Il vescovo torna nelle aziende per incontrare i lavoratori

15 Gennaio 2023

TERAMO. Proseguiranno per tutto l’anno le attività dell’ufficio “Problemi sociali e del lavoro, giustizia e pace” della diocesi di Teramo-Atri e le visite del vescovo Lorenzo Leuzzi ad aziende, enti,...

TERAMO. Proseguiranno per tutto l’anno le attività dell’ufficio “Problemi sociali e del lavoro, giustizia e pace” della diocesi di Teramo-Atri e le visite del vescovo Lorenzo Leuzzi ad aziende, enti, istituzioni e associazioni del territorio. Nel periodo delle feste natalizie Leuzzi ha visitato 20 realtà del territorio e ha condiviso con i lavoratori e gli imprenditori una preghiera scritta da lui stesso in occasione dell’anno berardiano in cui ricorrono i 900 anni dalla morte di San Berardo. Le visite proseguiranno come risposta ai molteplici inviti che giungono dalle realtà produttive e vogliono essere parte integrante della Pastorale d’Ambiente che, dopo il recente avvio della Cappellania scolastica che va ad affiancarsi alle già esistenti Cappellanie universitaria e sanitaria, vedrà la creazione di una nuova Cappellania del lavoro. Saranno quindi aperte, negli orari di cambio turno e pausa giornaliera, alcune chiese del territorio per consentire ai lavoratori momenti di preghiera, adorazione eucaristica, confessioni, comunioni e momenti di formazione per i laici impegnati nelle attività produttive. Il percorso avviato culminerà nel Simposio sulla dottrina sociale della chiesa che si terrà a novembre. «Possiamo dire di aver visto sul campo l’emergere di una nuova “cultura per l’imprenditore e per l’impresa”, ancora troppo ignorata dalle istituzioni ed essenzialmente affidata alla buona volontà delle persone che abbiamo incontrato», dichiara il direttore dell’ufficio diocesano don Paolo Di Mattia, «ecco perché la nostra chiesa locale, col suo vescovo in prima fila, vuole sempre più intercettare e valorizzare certe esperienze lavorative edificanti e vuole aiutarle a crescere, a consolidarsi e strutturarsi attraverso plurimi momenti formativi e di confronto».
Adele Di Feliciantonio