In mille per l’addio a don Enrico Il vescovo: «Mancherà a tutti noi»

Atri, folla ai funerali del sacerdote di 72 anni morto in un incidente stradale a Loreto I fedeli di Casalbordino e Castellalto leggono delle lettere: «Era sempre una gioia incontrarlo»
ATRI. In mille per l’ultimo saluto a don Enrico Liberatore, il sacerdote 72enne di Atri morto nel drammatico incidente stradale avvenuto qualche giorno fa a Loreto, alle porte di Ancona. Ieri pomeriggio in tanti sono arrivati ad Atri da Silvi, Pineto, Casalbordino, dove il religioso da qualche anno era parroco, e da Castellalto dove invece è stato parroco per tanti anni. Le navate del Duomo erano stracolme già circa un’ora prima della messa. Tra i fedeli anche tanti provenienti da Pineto dove è parroco don Guido Liberatore, fratello di don Enrico.
La celebrazione solenne è stata officiata dal vescovo di Teramo Michele Seccia circondato da tutti i prelati appartenenti al capitolo della forania di Atri.
A scandire i passaggi della cerimonia funebre il coro di Sant’Onofrio. Presenti i sindaci di Pineto, Atri ,Casalbordino e Castellalto e tante associazioni di volontariato di diverse città. La bara di don Enrico, adagiata davanti l’altare, è stata coperta da rose rosse collegate ad un palloncino bianco a forma di cuore donato dai bambini del santuario della Madonna dei miracoli di Casalbordino.
Il vescovo Seccia,n el ricordare don Enrico, rivolto ai fedeli ha detto: «La vostra presenza rappresenta l’eredità spirituale che ha seminato intorno a se. Era sempre alla ricerca ansiosa dell’incontro con Dio. Aveva una perenne disponibilità al sacramento della riconciliazione, mi mancherai in questo anno della misericordia».
Durante l’omelia un anziano ha accusato un lieve mancamento ed è stato soccorso. Seccia davanti ai fedeli raccolti in chiesa ha detto ancora: «Questa celebrazione è segnata dal dolore ma affrancata dalla speranza che porta a Dio, grazie don Enrico per la tua gioia, grazie per la preghiera, grazie per la disponibilità all’ascolto che hai seminato ovunque i vescovi ti hanno mandato». Al termine dell’ eucarestia alcuni parrocchiani hanno letto le proprie lettere per ricordare don Enrico: «Per noi era sempre una gioia andarlo a trovare, ci ha fatto innamorare del Signore, era sempre pronto ad aprire il portafoglio per i poveri». Un altro fedele, che lo aveva sentito poco prima del drammatico incidente, ha detto: «Don Enrico era andato a confessarsi alla Madonna di Loreto e poi è andato in paradiso, finalmente ha trovato quello che ha cercato per tutta la sua vita: Dio».
Domenico Forcella
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