Incarico regionale a Di Sabatino, il Pd va in fibrillazione

13 Settembre 2018

TERAMO. La designazione di Renzo Di Sabatino a vicecoordinatore regionale reggente del Pd crea tensione nel partito. Il presidente della Provincia è stato chiamato a guidare il partito abruzzese dopo...

TERAMO. La designazione di Renzo Di Sabatino a vicecoordinatore regionale reggente del Pd crea tensione nel partito. Il presidente della Provincia è stato chiamato a guidare il partito abruzzese dopo le dimissioni, formalizzate martedì, del segretario Marco Rapino. L’addio era annunciato da mesi, in particolare dalla sonora sconfitta rimediata dai Democratici nelle elezioni politiche, ma di fatto si è concretizzata nelle ultime ore. Prima di passare la mano, dunque, Rapino ha indicato come suo vice e dunque successore il presidente della Provincia. La mossa, però, non è andata giù ai Dem teramani che domani sera valuteranno il caso in direzione provinciale. «Non è un problema di nome, ma di metodo», fa sapere il segretario Gabriele Minosse, «per l’ennesima volta le scelte vengono imposte, calate dall’alto, senza tenere conto dei livelli locali del partito». L’incarico assegnato a Di Sabatino, dunque, diventa l’ennesimo episodio che investe i rapporti e i processi decisionali interni al Pd tra Teramo e Pescara. «Non ho firmato la designazione», tiene a precisare Minose, «proprio perché ritengo opportuno parlarne prima con la direzione provinciale: mi sembra un atteggiamento corretto nei confronti di un partito che, se condivide le decisioni, non si può definire tale». Sta di fatto, comunque, che il Pd non trova pace. (g.d.m.)
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