Inchiesta sull’ex amministrazione Monti

17 Novembre 2019

Nasce dall’esposto del padre del consigliere Carusi, che si è visto svalutare del 90 per cento un terreno di proprietà

TORTORETO. C’è un fascicolo aperto dal sostituto procuratore Davide Rosati per far luce sulle varianti urbanistiche varate nel 2012 dal consiglio comunale di Tortoreto e che prenderebbe spunto dalla denuncia presentata nel 2018 da Emidio Carusi, padre dell’attuale consigliere d’opposizione della Lega Nico Carusi, su un lotto privato convertito da “tecnologico a uso privato” (valore stimato 600mila euro) a terreno adibito a discarica pubblica (stimato in circa 40mila euro).
Nel mirino di questa preliminare fase d’indagine del pm sarebbe finita l’amministrazione comunale dell’ex sindaco Gino Monti, uscita di scena nel 2014. Il pubblico ministero, nelle scorse ore, ha notificato all’intero consiglio comunale di Tortoreto di allora l’avviso di dichiarazione di domicilio, per cui tanto la maggioranza quanto l’opposizione dell’epoca sono ora sottoposte ad accertamenti, con l’esclusione di tre consiglieri che a quella seduta civica “indiziata” non parteciparono. La guardia di finanza di Giulianova ha notificato gli atti partiti dalla scrivania di Rosati. La prima particolarità è che la procura sta svolgendo verifiche su due ex sindaci, Monti e Alessandra Richi (all’epoca assessore) e sull’attuale sindaco tortoretano, Domenico Piccioni (vice sindaco nella legislatura Monti). Altro fatto singolare è che anche Nico Carusi, ieri come oggi consigliere di opposizione, è persona sottoposta alle indagini per la denuncia del padre. Carusi figlio venne fatto partecipare al consesso civico del 2012 poiché nessuno gli fece notare la sua incompatibilità al voto sulle varianti. Lo stesso consigliere leghista sottolineò che in quegli atti deliberativi non si evinceva alcun riferimento al terreno (finito per essere declassificato) del padre, altrimenti si sarebbe allontanato dall’aula.
Ma perché solo ora spunta un’inchiesta su fatti avvenuti sette anni fa? Nel 2012 in consiglio comunale approdarono le varianti al piano regolatore ma in quella documentazione allegata agli atti deliberativi non si evinceva il terreno della famiglia Carusi, situato nei pressi della discarica di contrada Salino. Motivo per cui il consigliere Carusi ritenne di partecipare. Carusi senior si accorse attraverso il figlio, durante il successivo governo Richi, che qualcosa era cambiato, spulciando le carte da cui spuntò il cambio di destinazione d’uso prima sconosciuto. Arriviamo al 2018. Emidio Carusi scopre dagli estratti urbanistici in Comune che il terreno tecnologico a uso privato finisce per essere adibito a discarica, perdendo il 90 per cento del valore originario. Emidio Carusi racconta che, all’epoca, l’amministrazione Monti si mostrò interessata ad acquisire l’area per la discarica, perché era stata trovata la strada della bonifica e del risanamento: ma nessun accordo venne concluso. Essendo quel terreno all’origine tecnologico, ben poteva ospitare, ad esempio, il depuratore comunale nuovo di zecca che poi venne delocalizzato in un’altra area. Ora l’inchiesta punta a verificare eventuali responsabilità penali mentre Carusi chiederà i danni.
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