Industriale Sud, scatta l’allarme: «Produzioni trasferite in altri siti»

I sindacati chiedono l’intervento della Regione, oggi primo incontro con l’assessora Magnacca Nello stabilimento teramano stampaggio e montaggio di prodotti in plastica per l’automotive
TERAMO. I sindacati suonano la sveglia alla politica e alle istituzioni. Chiedono concretezza e interessamento per la vertenza Imr-Industriale Sud Spa di Teramo. Vogliono risposte dalla Regione e l'attivazione di un tavolo al ministero delle Imprese e del Made in Italy.
La situazione dell'importante azienda che si occupa di stampaggio e montaggio di prodotti in plastica nel settore automobilistico è da tempo sotto la lente di ingrandimento dei sindacati che già un anno fa avevano chiesto, senza esito, un tavolo ministeriale come avvenuto per le altre realtà del gruppo che si trovano in altre regioni.
La fabbrica teramana conta quasi 500 addetti, di questi 130 sono interinali. Questi ultimi sarebbero i primi a veder vacillare la loro continuità lavorativa alla luce, rilevano Cgil, Cisl e Uil, del progressivo «trasferimento delle lavorazioni verso gli altri siti produttivi e dello smantellamento di attrezzature per le lavorazioni del reparto “Boutique” (selleria) ma anche degli stampi per lavorazioni nelle altre linee», hanno spiegato ieri in conferenza stampa Giampiero Dozzi della Filctem Cgil, Emidio Angelini dell' Ugl e Giammauro Peticoni di Uiltec.
Lo scorso 14 giugno i lavoratori riunitisi in assemblea hanno discusso della situazione aziendale, valutando tra l'altro negativamente l’esclusione delle rappresentanze sindacali di Teramo dal tavolo convocato il 6 giugno in seguito allo stato di agitazione proclamato negli altri siti del gruppo per le problematiche riguardanti la realizzazione dei piani industriali di riconversione. A chiusura di assemblea, sono state messe nero su bianco precise rivendicazioni: lo stop a tutte le operazioni di trasferimento delle lavorazioni e delle relative attrezzature presso gli altri siti; l’attivazione immediata di tutte le iniziative istituzionali necessarie alla tutela del patrimonio produttivo e professionale del sito di Teramo; la verifica del piano industriale discusso in sede regionale e verifica dei piani in atto negli altri siti che sono stati oggetto di finanziamenti da parte del Ministero; la stabilizzazione dei lavoratori in somministrazione quale condizione di garanzia per la tenuta produttiva e occupazionale del sito teramano.
I lavoratori hanno dato inoltre mandato alla Rsu e alle segretarie sindacali per la proclamazione dello stato di agitazione con un pacchetto di 24 ore di sciopero se nulla si muoverà.
Stasera intanto qualche risposta preliminare potrebbe giungere dalla Regione: Cgil, Cisl e Uil infatti incontreranno l'assessora regionale alle attività produttive Tiziana Magnacca per chiedere che la vertenza Imr-Industriale Sud arrivi sui tavoli romani. (v.m.)
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