Infermieri aggrediti da detenuti: tanti casi e poche denunce

15 Marzo 2023

Il sindacato Nursind: «Le istituzioni garantiscano sicurezza, il personale sanitario in carcere ha paura di ritorsioni»

TERAMO. Aggressioni, risse, disordini, gesti autolesionistici. Pochi agenti, troppi detenuti. Questo è il carcere di Castrogno, dove da settimane la tensione è alle stelle per il susseguirsi di episodi violenti che hanno mandato in ospedale reclusi e poliziotti. Un sistema arrivato al limite denunciato quotidianamente dai sindacati di polizia penitenziaria e nel quale si muove, con il suo carico di disagio, anche il personale sanitario che lavora all'interno del carcere. Ed è il Nursind di Teramo, il sindacato degli infermieri guidato da Giuseppe De Zolt, a unirsi alla voce degli agenti per denunciare una situazione che appare come «una bomba a orologeria pronta ad esplodere» e coinvolge direttamente anche i sanitari.
Sono nove gli infermieri in servizio a Castrogno, numero inferiore alle necessità della struttura soprattutto in considerazione del sovraffollamento: il carcere potrebbe ospitare 250 detenuti, oggi ce ne sono oltre 400. Molti con problemi di salute psichiatrica o tossicodipendenza. Per il Nursind occorrerebbero almeno altri cinque infermieri per gestire le attività e tutelare anche l'incolumità dei sanitari, spesso vittime di aggressioni non denunciate. «Il personale sanitario in forza all’istituto si trova da sempre in forte carenza organica dovuta al sovraffollamento: ciò crea quotidianamente forti tensioni tra i detenuti che, purtroppo, sfociano in vere e proprie violenze fisiche e verbali ai danni del personale sanitario e delle guardie carcerarie», dice il Nursind, spiegando come spesso risulti difficile per gli infermieri denunciare perché «questo li esporrebbe a facili ripercussioni personali e familiari» e questo, va da sé, crea «una enorme sottostima delle violenze subite».
Per il sindacato degli infermieri servono azioni ampie per sanare la situazione del carcere, non solo dunque sotto il profilo dell'incremento del personale penitenziario e sanitario: «Auspichiamo che vengano messe in campo tutte le forze e le sinergie tra le istituzioni coinvolte al fine di organizzare al meglio il servizio e garantire una maggiore sicurezza a tutti i lavoratori», conclude il Nursind.
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