Influenza, vaccinazioni fino alla metà di febbraio

27 Gennaio 2018

Santone (Asl): «Decisa la proroga perché è previsto un altro picco fra un mese» L’epidemia di quest’anno ha avuto un’incidenza molto alta sulla popolazione

TERAMO. L’influenza ci va giù pesante, quest’anno. E Regione e Asl corrono ai ripari. La campagna vaccinale è stata infatti prorogata fino a metà febbraio. Si tratta di una misura straordinaria, in quanto si prevede che il picco appena passato in realtà non sia l’unico e possa verificarsene un altro fra fine febbraio e marzo.
Di certo c’è che questa epidemia secondo i dati di “Influnet” la rete di sorveglianza sull’influenza del ministero della Salute, ha avuto un’alta incidenza fra la popolazione, ai livelli di quella del 2004-2005 e superiore a quella del 2009-2010. L’influenza di quest’anno è caratterizzata da un esordio brusco, con febbre anche elevata. Atipica la durata, che può estendersi anche a 8-10 giorni. In genere i sintomi febbrili scompaiono, ma poi possono ritornare, perdurando in media 5-6 giorni.
Il dirigente del Siesp (servizio igiene e sanità pubblica) della Asl di Teramo, Antonio Santone, annuncia che la campagna vaccinale è prorogata fino a metà febbraio: «così diamo modo ai soggetti a rischio – che vanno cardiopatici ai diabetici, ai pazienti affetti da malattie croniche, ma anche alle forze dell'ordine, agli operatori sanitari e naturalmente agli ultra65enni – di mettersi al sicuro. Ci si può recare qui al Siesp a Casalena e in tutte le sedi ambulatoriali». Santone spiega perchè la campagna che di solito viene fatta fra novembre e dicembre, quest’anno arriverà fino a febbraio inoltrato. «Con la vaccinazione di novembre si copre il picco di fine dicembre e gennaio, in quanto ci vogliono un paio di settimane prima che funzioni il vaccino. Ma si prevede che ci sarà nuovo picco a febbraio-marzo, così anche chi si vaccina adesso viene coperto».
Il medico spiega anche il perchè dell’incidenza molto alta sulla popolazione. «Si tratta di diversi ceppi che circolavano poco l'anno passato, per questo c’è questa tendenza all'aumento. E per questo è importante venirsi a vaccinare, vista l'attuale situazione epidemiologica. Abbiamo anche il vaccino contro la polmonite, una frequente complicanza dell’influenza».
Si stima che alla fine siano circa 5 milioni gli italiani che si sono ammalati. La situazione attualmente è diversa da regione a regione. Secondo i “medici sentinella” di Influnet, l’incidenza nella terza settimana di gennaio in Abruzzo è fra le più alte in Italia: 19,67 casi ogni mille assistiti. Il valore dell’incidenza a livello nazionale è di 13,11 per mille. Come nel resto del Paese ad essere più colpiti sono i bambini fino a 5 anni (50,46 per mille) e quelli da 5 a 14 (43,65).
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