Intascò i soldi dei loculi, condannata

17 Febbraio 2018

Due anni e sei mesi all’ex impiegata comunale che si è appropriata di 60mila euro falsificando i bollettini per pagare 

GIULIANOVA. E’ con una condanna a due anni e sei mesi che, in primo grado, si è chiuso il processo per Adele Crocetti, ex impiegata del Comune di Giulianova ora in pensione, imputata di peculato, falso e truffa. Il caso è quello dei loculi cimiteriali: secondo l’accusa tra il 2009 e il 2010 la donna avrebbe intascato circa sessantamila euro falsificando i bollettini per il pagamento dei servizi cimiteriali e gli atti per la concessione dei loculi.
Soldi versati dai contribuenti giuliesi e destinati alle casse comunali, ma che invece, secondo l’accusa del pm Laura Colica, sarebbero finiti nelle sue tasche. In alcun casi i soldi, sempre secondo l’accusa della Procura, sarebbero stati versati direttamente nelle mani dell’impiegata, che poi rilasciava ricevute di pagamento fasulle. La sentenza è stata emessa nel tardo pomeriggio di ieri dal collegio presieduto da Franco Tetto (a latere Sergio Umbriano e Lorenzo Prudenzano). Per la donna (ieri difesa dall’avvocato Luigi Licursi) i giudici hanno disposto anche due anni di interdizione dai pubblici uffici.
Secondo la ricostruzione fatta dal pm (che nella precedente udienza aveva chiesto una condanna a 2 anni e 8 mesi) per intascare i soldi versati dai cittadini per i loculi e i servizi cimiteriali l’impiegata avrebbe anche falsificato le firme del primo cittadino Francesco Mastromauro e del dirigente comunale Andrea Sisino: sia l’amministrazione civica sia il dirigente si sono costituiti parte civile nel procedimento contro la dipendente. Costituito anche uno dei cittadini truffati dalla donna, uno di quelli che aveva fatto dei versamenti per acquistare dei loculi al cimitero (parti civili rappresentanti dagli avvocati Giuseppe Di Domenico, Gianni Falconi e Guglielmo Marconi).
L’anno scorso la Corte dei Conti ha condannato l’ex impiegata al pagamento di 61.040,52 euro al Comune di Giulianova come risarcimento. In seguito all’inchiesta penale, infatti, il caso era stato segnalato alla Corte dei conti con un’ipotesi di danno erariale nei confronti dello stesso Comune.
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