Iti-Ipsia senza spazi, 250 studenti in corteo per chiedere soluzioni

Sfilano in centro, incontrano il prefetto e minacciano di portare la questione fino al ministero «Ogni giorno che passa per noi dell’Alessandrini-Marino è un giorno di diritto allo studio negato»
TERAMO. Più di 250 studenti ieri mattina sono scesi in piazza, a Teramo, per manifestare contro la Provincia e rivendicare il diritto allo studio. Un diritto che passa anche da spazi certi, sicuri e idonei allo svolgimento della didattica. A muovere il corteo è stata la carenza di aule per gli studenti dell'Ipsia Marino e a organizzare l'iniziativa è stata la Consulta provinciale degli studenti di Teramo. La vicenda è tanto nota quanto irrisolta. Dal 2016 la sede dell'istituto è inagibile a causa del sisma e ad oggi ragazze e ragazzi dell'Alessandrini-Marino si trovano alle prese con spazi ridotti, aule dislocate in più sedi, turnazioni e orari che vanno a incidere sulla regolarità e qualità della didattica.
Questo, ieri, hanno voluto ribadire gli studenti che si sono ritrovati alle 8.30 in piazza Sant'Anna: sul palco sono saliti il presidente della Consulta Lorenzo Di Vittorio (del liceo Saffo), i componenti della giunta Jacopo Di Michele (del convitto Delfico) e Gianluca Di Marzio (dell'Alessandrini - Marino), il rappresentante di istituto dell’Alessandrini - Marino Carlo Fulminis e la studentessa Marika Di Prisco. Megafono alla mano, hanno spiegato le ragioni della mobilitazione che va avanti da settimane ma che ieri con la sfilata lungo le vie del centro e l'incontro col prefetto ha raggiunto il momento più vivace e partecipato. Ma non l'ultimo. I rappresentanti degli studenti hanno detto a gran voce di essere «pronti a portare la questione fino al ministero dell'Istruzione se non si arriverà a una soluzione concreta. Oggi alla Provincia chiediamo: dov'eri quest’estate, quando andava affrontato il problema? Eppure si tratta di un problema che va avanti da anni. Ogni giorno che passa per gli studenti dell'Alessandrini-Marino è un giorno di diritto allo studio negato», ha detto dal palco Di Marzio. Dopo il comizio in piazza Sant'Anna, il corteo ha sfilato lungo le vie del centro raggiungendo largo San Matteo: davanti alla sede della Prefettura gli studenti si sono fermati a lungo e una delegazione è stata ricevuta dal prefetto Angelo de Prisco che ha dato rassicurazioni sulla vigilanza relativa allo svolgimento delle pratiche volte ad avviare la ricostruzione della scuola. Poi l'ultima destinazione: la sede della Provincia, dove però non ci sono stati incontri né con il presidente Diego Di Bonaventura né con il consigliere delegato all’edilizia scolastica Luca Frangioni, assenti per impegni pregressi. La Consulta in una nota si dice fiduciosa ma pronta ad appellarsi al ministero in caso di ulteriore stallo.
Dal canto suo la Provincia ieri pomeriggio ha diramato una nota specificando che il presidente si è già reso disponibile a incontrare gli studenti la prossima settimana e che è in preparazione un bando per l'affitto di una sede provvisoria. L'ente nel frattempo, spiega la nota, «interverrà sull'ex abitazione del custode del Comi per allocarvi la segreteria dello Scientifico in attesa che in viale Bovio si liberino anche gli spazi occupati ancora dalla Croce rossa. Un domino per spostare alcune classi del Marino nella scuola attualmente occupata dallo scientifico Einstein. Tutte operazioni le cui procedure sono in corso e che, prevedibilmente, si completeranno prima della fine del 2021».
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