L’Ente porto cambia veste dopo l’uscita di Ruzzo Reti

Provincia e Camera di Commercio pronti a lasciare e fondi dimezzati Ora si tratta per far entrare i Comuni di Martinsicuro, Roseto, Silvi e Pineto
GIULIANOVA. La Ruzzo Reti, la Provincia e la Camera di commercio si apprestano ad uscire dall'Ente porto e il sindaco Francesco Mastromauro lancia la costituzione di un nuovo assetto organizzativo che tuteli l'ente e lo stesso scalo con il contributo di tutti i soci consorziati. Non sono state assunte grosse decisioni nell'assemblea dell'Ente porto svoltasi lunedì sera: infatti il futuro del consorzio sarà deciso nei primi giorni di settembre, quando tutte le parti in causa si ritroveranno per presentare le rispettive idee per garantire la sopravvivenza dell'ente e dello scalo.
Quello che è stato definito, però, è l'uscita della Ruzzo Reti dal gruppo dei soci, che comporterà minori incassi per l'ente pari a 7.500 euro annui. Più consistenti sarebbero invece le perdite nel caso in cui dovessero essere ratificati gli abbandoni da parte della Provincia e della Camera di commercio, annunciatì ma non ancora ufficiali: il consorzio portuale perderebbe oltre 100.000 euro, dato che i due enti, assieme al Comune di Giulianova e la Regione, sono i soggetti che contribuiscono di più a sostenere l'Ente porto, con 51.000 euro annui ciascuno.
A tal proposito Mastromauro ha difeso le scelte assunte mesi fa dal Comune (il mantenimento della rispettiva quota, seppur dimezzata) ed ha ribadito la necessità di attuare un nuovo assetto organizzativo dell'ente presieduto da Paolo Vasanella. «Come già previsto dall'amministrazione comunale nel mese di febbraio, è necessario un cambiamento nell'organizzazione e gestione dell'ente» afferma Mastromauro, «per questo ho chiesto a tutti i soci di presentare a settembre le proprie idee per cercare di apportare un cambiamento utile alla sopravvivenza dell'ente». Secondo il primo cittadino, per sopperire agli eventuali tagli di fondi, si potrebbe ad esempio garantire introiti attraverso la costituzione di 40 nuovi posti per barche da diporto, che andrebbero creati con lo spostamento dei pescherecci situati in prossimità della banchina del molo nord. Mastromauro ha puntato l'attenzione anche sul progetto "Vele senza barriere", per incentivare la fruizione dello scalo, ma secondo Vasanella, che comunque ha lodato l'iniziativa, ciò comporterebbe comunque una perdita di circa 30.000 euro, dato che si sottrarrebbe spazio alle imbarcazioni. Vasanella ribadisce come l'uscita di Camera di commercio e Provincia non sia scontata, e che l'ente sta lavorando per l'ingresso fra i soci dei Comuni di Martinsicuro, Roseto, Silvi e Pineto.
Sandro Petrongolo
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