L’ex Regina Margherita rinasce: al via il piano per la ricostruzione

Documenti al vaglio dell’Autorità anticorruzione, entro fine mese l’incarico per il progetto esecutivo Da abbattere e rifare l’ex scuola materna “Gemma Marconi”: struttura degli anni ‘80, ma è insicura
TERAMO . Tempi stretti per l’avvio del recupero dell’ex Regina Margherita e dell’ex scuola materna “Gemma Marconi” che si trova nello stesso perimetro. Entro fine mese saranno affidate le progettazioni per la riparazione dei danni causati dai terremoti a entrambe le strutture che occupano un’ampia area del centro tra piazza Dante, viale Mazzini e via dei Cappuccini. Sia il complesso edilizio più datato e sottoposto a vincolo dalla soprintendenza regionale che l’immobile di costruzione più recente, nel quale era in funzione la scuola materna, sono di proprietà dell’Asp1, l’azienda di servizi alla persona che gestisce le case di riposo di Teramo, Nereto e Civitella e amministra varie proprietà ereditate negli anni da istituti di beneficenza ormai scomparsi. A gestire le procedure per i lavori di ripristino è però l’Ufficio speciale per la ricostruzione, in base a quanto stabilito nell’ordinanza Teramo bis firmata in agosto dal commissario per il sisma del Centro Italia Giovanni Legnini.
IL COMPLESSO STORICO
L’ex Regina Margherita si estende su una superficie di oltre tremila metri quadri e ha riportato danni già nel terremoto del 2009, di cui ieri ricorreva il 13° anniversario, aggravati dalla lunga sequenza sismica tra fine 2016 e inizio 2017. Destinato in origine, per lascito testamentario dell’allora proprietario, all’accoglienza delle orfanelle, dopo il terremoto l’immobile è stato puntellato, ma lo stato di precarietà e il passare degli anni ne hanno accentuato il degrado. Nel 2013 l’Asp1, di cui attualmente è commissario l’ex assessore comunale Roberto Canzio, ha approntato un progetto definitivo di riqualificazione e consolidamento, tramite la ditta Promedia, che è stato di recente ripreso dall’Usr. Il piano è stato analizzato e aggiornato per alcuni aspetti tecnici e per gli importi, lievitati nel tempo, e risulta ancora valido nel suo impianto. L’ufficio speciale diretto da Vincenzo Rivera ha passato le carte all’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, da cui si attende a giorni il responso sulla correttezza della procedura adottata, prima di avviare la progettazione esecutiva dell’opera che ha un costo stimato in circa 8,8 milioni di euro.
L’EX SCUOLA MATERNA
Al progetto per il recupero del “Gemma Marconi” stanno lavorando due tecnici. Anche in questo caso la struttura, sebbene più recente di quella attigua, ha subìto danni a causa del terremoto. La soluzione progettuale in elaborazione, dunque, è di abbattere l’edificio risalente agli anni ‘80, a cui non viene attribuito alcun pregio architettonico e che tra l’altro risulta con indice di resistenza sismica molto basso, per ricostruirne uno più sicuro che si richiami nello stile al vicino complesso storico. In questo caso l’esborso previsto è di poco inferiore ai 900mila euro.
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