L’infettivologo Tarquini: pronto soccorso da evitare con febbre bassa e poca tosse

Pierluigi Tarquini, responsabile del reparto di malattie infettive del Mazzini vuole lanciare due appelli. Il primo è rivolto ai giovani: se loro si infettano andando in giro possono contagiare i...
Pierluigi Tarquini, responsabile del reparto di malattie infettive del Mazzini vuole lanciare due appelli. Il primo è rivolto ai giovani: se loro si infettano andando in giro possono contagiare i familiari anziani e sono guai. «Racconto un caso realmente accaduto, così si capisce la portata del pericolo», osserva al riguardo Tarquini (nella foto) «un figlio torna da un Paese straniero, va a trovare i vecchi genitori, riparte e si sente male nel Paese straniero. Il test è positivo. Dopo qualche giorno vecchio padre si ammala e viene ricoverato in un reparto di malattie infettive abruzzese. Ma mentre figlio ha avuto il corrispettivo di una semplice sindrome influenzale, il vecchio padre rischia di essere intubato e rischia la pelle. Non bisogna spostarsi e re stare a casa a tutti i costi».
Il secondo appello è a chi avverte un malessere. «Stamattina», osserva Tarquini, « mi ha telefonato un paziente che aveva febbre e tosse non di grado importante: gli ho detto di non andare in pronto soccorso perchè ci si avventura in una cosa complicata e pericolosa. La situazione a Teramo è difficile ma tranquilla, finora non c’è nulla di irrisolvibile: se non ci sarà la calca siamo in grado di fronteggiare la situazione. Ma se ci sarà un accesso selvaggio in cui tutti chiedono il tampone o le lastre siamo rovinati. E' il momento di mantenere la calma soprattutto se si hanno sintomi modesti». Il rischio è di contagiarsi, frequentando inutilmente ambienti ospedalieri affollati, oltre che di far disperdere energie e tempo agli operatori sanitari. Anche per questo sono state sospese visite specialistiche ed esami programmati, a parte le urgenze. Attualmente nelle Malattie infettive del Mazzini i pazienti Covid vengono trattati con duplice terapia: un farmaco anti-hiv e uno antiatrite. (a.f.)
Il secondo appello è a chi avverte un malessere. «Stamattina», osserva Tarquini, « mi ha telefonato un paziente che aveva febbre e tosse non di grado importante: gli ho detto di non andare in pronto soccorso perchè ci si avventura in una cosa complicata e pericolosa. La situazione a Teramo è difficile ma tranquilla, finora non c’è nulla di irrisolvibile: se non ci sarà la calca siamo in grado di fronteggiare la situazione. Ma se ci sarà un accesso selvaggio in cui tutti chiedono il tampone o le lastre siamo rovinati. E' il momento di mantenere la calma soprattutto se si hanno sintomi modesti». Il rischio è di contagiarsi, frequentando inutilmente ambienti ospedalieri affollati, oltre che di far disperdere energie e tempo agli operatori sanitari. Anche per questo sono state sospese visite specialistiche ed esami programmati, a parte le urgenze. Attualmente nelle Malattie infettive del Mazzini i pazienti Covid vengono trattati con duplice terapia: un farmaco anti-hiv e uno antiatrite. (a.f.)

