«L’Iva sulla Tia è illegittima, lo ha ribadito la Cassazione»

20 Marzo 2016

TERAMO. «L'Iva che Team e Comune hanno applicato sulla Tia nel triennio 2007 -2009 è illegittima». Torna a ribadirlo il capogruppo del Pd Gianguido D'Alberto che chiede il rimborso delle somme ai...

TERAMO. «L'Iva che Team e Comune hanno applicato sulla Tia nel triennio 2007 -2009 è illegittima». Torna a ribadirlo il capogruppo del Pd Gianguido D'Alberto che chiede il rimborso delle somme ai cittadini alla luce di una recente decisione della Corte di Cassazione. D'Alberto spiega che la sentenza, in sostanza, ha ribadito che la Tia ha natura di tributo e non può essere qualificata come corrispettivo di una "prestazione di servizi". Di conseguenza non sussiste il presupposto oggettivo per l'applicazione dell'Iva, che, per definizione, mira invece a colpire la capacità contributiva.

«Il Comune di Teramo», spiega il capogruppo dei Democratici, «è stato già condannato in alcuni casi a restituire la quota del 10% ingiustamente versato dai contribuenti con sentenze che hanno confermato come il Comune o la sua partecipata Team restino l'interlocutore diretto del cittadino, sebbene l'Iva sia finita nelle casse dello Stato che nell'era Tremonti-Berlusconi ha creato le condizioni per non tutelare i contribuenti».

Per D’Alberto ne dovrebbe conseguire una “resa” del Comune. «A questo punto», dice, «pretendiamo che l'amministrazione, piuttosto che preoccuparsi di nascondere la verità ai cittadini o di contrastare ricorsi pienamente legittimi e fondati su una ormai consolidata giurisprudenza della Cassazione, al solo fine di ritardare la risoluzione del problema e con il rischio di aggravare il bilancio con le spese legali, effettui la doverosa comunicazione istituzionale, consentendo ai cittadini di mettersi nelle condizioni per ottenere i rimborsi, e, soprattutto, attivi un tavolo immediato con il governo per risolvere una questione vergognosa tutta a danno dei nostri concittadini. E' finito il tempo dello scarico delle responsabilità», conclude D'Alberto, «ed è giunto il momento di agire convintamente per il soddisfacimento di un diritto troppo a lungo negato ai cittadini teramani e che nel nostro territorio assume una valenza maggiore, se si considera l'elevata incidenza che, nella disastrosa era Brucchi, la tariffa sui rifiuti ha avuto sulle tasche di tutti i contribuenti».(m.d.t.)

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